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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

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Ricerche


Estetica
Intradermoterapia
Con questo termine attualmente si intende sostituire il più datato “mesoterapia”; la tecnica consiste appunto nell’ introdurre per via intradermica farmaci della farmacopea nazionale oppure farmaci omeopatici nelle diluizioni consigliate dalle specifiche case farmaceutiche per il trattamento delle adiposità localizzate (cellulite) o in caso di dolori osteoarticolari e contratture muscolari.
Premesso che stiamo parlando di un atto medico, lo strumentario necessario è semplice: una siringa appropriata al quantitativo in cc da somministrare, un ago specifico da 0,40 x 4 mm 27 G, disinfettante per cute, garze sterili e telini sterili per delimitare il campo operatorio.
La seduta può essere tranquillamente eseguita in un ambulatorio medico ma , trattandosi di un ambiente non sterile, sono necessarie alcune precauzioni indispensabili per non incappare in eventi settici.
A tal proposito in primis deve esserci una pulizia e disinfezione dei locali ed apparecchiature che stazionano nel locale operativo, anche il medico e gli operatori che lo assistono, devono seguire le basilari norme di disinfezione e protezione per se e per il paziente.
Preparato il campo operatorio, fondamentale è una buona disinfezione dell’area da trattare che verrà anche delimitata da linee tracciate con una penna dermografica in modo da definire una zona specifica concordata con il paziente (adiposità localizzata).
La scuola italiana di intradermoterapia ha tracciato linee guida specifiche per il tipo di farmaci da utilizzare e i protocolli da seguire una per tutti sono ad oggi sconsigliati i famosi coctail di farmaci usati fino a 8-10 anni fa così come sono sconsigliate le piastre a 5 o 7 aghi..
La tecnica consiste nel utilizzare una siringa ad ago singolo, un angolo d’ingresso di circa 45° ed iniettare nel derma una goccia di farmaco, la distanza tra un buco e l’antro deve essere di un paio di centimetri.
La paziente non va massaggiata e trascorsi una decina di minuti dall’inoculazione, dopo breve colloquio per accertarsi del suo stato fisico, può essere dimessa invitandola a non portare indumenti aderenti che possano comprimere gli arti inferiori e non sottoporsi a sforzi fisici per almeno 48 ore.
L’intervallo di tempo tra una seduta e l’altra dipende dal trattamento che si sta eseguendo (adiposità localizzatata, algie articolari o muscolari) e dal tipo di farmaco utilizzato.
Per l’adiposità localizzata si parte da un minimo di 7-10 gg ad un massimo di 28 gg se si utilizza fosfatidilcolina; per le algie localizzate possono essere necessarie 2-3-sedute ravvicinate per avere il massimo effetto dell’antinfiammatorio per poi ridurre gradualmente.

COMPLICANZE INSITE NEL TRATTAMENTO
Può succedere che dopo il trattamento compaiano, nell’arco di 24 ore, piccoli ematomi nella regione dell’inoculazione ciò e dovuto alla rottura di un capillare durante l’inserimento dell’ago, il problema può essere inizialmente antiestetico ma si raggiungerà una completa guarigione dopo qualche giorno.
Anche il dolore al tatto della zona trattata è un evento assai frequente e può persistere durante tutto il trattamento prolungandosi da una seduta all’altra; dopo circa 40 gg il dolore è praticamente nullo ma questa non è una regola fissa, alcuni soggetti infatti continuano a notare una certa sensibilità della zona trattata per parecchio tempo.(adiposità localizzata)
La regione sottoposta a trattamento appare rossa ed edematosa dopo circa 15 minuti, questo evento è scatenato dall’azione meccanica dell’ago e dalla reazione a livello dermico dei farmaci utilizzati.
Se il fastidio disturba il paziente, quest’ultimo una volta giunto al proprio domicilio, potrà utilizzare del ghiaccio in modo locale, il problema cala in modo progressivo dopo qualche ora.

COMPLICANZE DA MAL PRACTICA
Le più comuni sono i granulomi infiammatori nei punti di inoculazione, ciò si verifica principalmente per 2 motivi:scarsa disinfezione della cute pertanto durante l’introduzione dell’ago viene trascinato sottocute materiale estraneo ( creme, olii, ecc.), oppure vengono utilizzati farmaci non ad uso per endovena ossia che hanno indicazioni solo per uso intramuscolare.
Sono note anche reazione allergiche locali e sistemiche per errata raccolta anamnestica sulle intolleranze farmacologiche del paziente o per l’utilizzo di coctail di farmaci.


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