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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

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Consigli
Il caffè non fa male
Da più parti si è spesso sentito dire che il caffè fa male e lo si colpevolizza soprattutto perché provoca palpitazioni, innalza la pressione arteriosa e qualche anno fa uno studio fatto dagli scandinavi affermava che il caffè faceva salire il colesterolo.

E' vero in una cerchia ristretta di persone provoca palpitazioni e per questo lo si sconsiglia a chi soffre di malattie cardiache ma bisogna anche sapere che nessuna malattia cardiaca è risultata connessa al consumo di caffè.
Per quanto riguarda la pressione, l'aumento temporaneo che si verifica dopo 1 o 2 tazze, è inferiore allo sbalzo di pressione che si verifica quando ci alziamo in piedi o ci sediamo, mentre lo stress fa salire la pressione molto più in fretta del caffè.
In riferimento al colesterolo, lo studio fatto dagli scandinavi aveva una validità, infatti nel caffè ci sono realmente sostanza che possono incrementare il valore del colesterolo, ma tali sostanze spariscono se il caffè viene filtrato come si usa in Italia, mentre il discorso può essere valido per gli scandinavi, i greci, i turchi e i francesi che preparano il caffè facendolo bollire senza mai filtrarlo.

Se la bevanda ha un inconveniente è quello di contenere la caffeina che può dare dipendenza fisica ai grandi consumatori che spesso accusano cefalea, dolori muscolari, affaticamento dopo circa 18 ore che non devono una goccia di caffè.
La caffeina però può avere anche dei pregi, alcuni studi dimostrano che è in grado di migliorare la memoria a lungo termine probabilmente perché mantiene il cervello pronto e reattivo anche se i reali meccanismi sono ancora sconosciuti, altri affermano che il caffè è ottimo per stimolare l'intestino e preparatori atletici affermano che la caffeina aumenta la resistenza, ritardando il senso di affaticamento questo lo si può raggiungere bevendo 3-4 tazzine un'ora prima di una prova che richieda uno sforzo prolungato nel tempo, permettendo ad un atleta di correre o pedalare fino a 20 minuti più a lungo.
Naturalmente chi ne fa già largamente uso, per ottenere tali effetti dovrebbe astenersene dall'uso per 4-5 giorni precedenti alla prestazione sportiva in questo modo permetterà all'organismo di desensibilizzarsi alla caffeina e ricavarne poi un reale beneficio.

Ecco alcuni consigli per preparare un buon caffè:
1. l'arabica è la qualità migliore mentre la robusta è quella più economica
2. la tostatura esalta l'aroma del caffè e quanto più a lungo vengono tostati, tanto più i chicchi diventano scuri e l'aroma del caffè ricco
3. se si compra sfuso, acquistare solo la quantità che si consuma in 1 o 2 settimane; conservare i chicchi in un contenitore sottovuoto di vetro o di ceramica piuttosto che nella busta della torrefazione o in un vaso di metallo che ne altera il gusto
4. comperare chicchi interi e macinare solo quello che si consuma subito poiché il caffè assorbe gli odori dell'ambiente circostante
5. per evitare che il caffè abbia un odore stantio, meglio conservare i chicchi in frigo ma non in freezer
6. se si usa la moka, macinare i chicchi finemente ma non polverizzarli, mentre per l'espresso la macina deve essere la più fine possibile.






 





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