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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

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Ricerche




Oculistica
Ustioni e causticazioni oculari

Ustioni
Possono essere dovute all'azione diretta della fiamma o di sostanze ad elevata temperatura, la gravità delle lesioni dipende dalla temperatura dell'agente ustionante, dalla sua quantità e dalla durata del suo contatto con i tessuti oculari.
Si avranno pertanto quadri clinici che vanno dalla semplice ustione di 1° grado della cute delle palpebre, alla necrosi di zone più o meno estese e profonde dell'occhio.

Causticazioni
Le più gravi sono quelle provocate da alcali.
La congiuntiva è costellata di chiazzette emorragiche, mentre nei casi più gravi è ischemica, pallida, priva di irrorazione sanguigna; dopo qualche giorno, se la circolazione non si ristabilisce, va in necrosi e si stacca lembi.
La cornea può assumere un aspetto opaco e torbido e necrotizzarsi verso l'8° o il 9° giorno.

Esiti
Sia per le ustioni che per le causticazioni, oltre alla riduzione della capacità visiva per diminuita trasparenza dei mezzi ottici, occorre tener presente le cicatrici congiuntiveli e palpebrali che possono dare origine a gravi menomazioni estetiche e funzionali soprattutto per quanto riguarda i movimenti oculari e palpebrali.

Terapia
Il trattamento delle causticazioni consiste inizialmente nel neutralizzare la sostanza chimica e successivamente lavare con acqua corrente.
Le zone di ischemia congiuntivale saranno trattate con ripetute iniezioni sottocongiuntivali di vasodilatatori.
Nelle ustioni è utile l'impiego di pomate vitaminiche epitelizzanti.





 





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