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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico
sedi operative nell'hinterland milanese
responsabile delle informazioni mediche del sito "ilcamicebianco.com"
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Oculistica
Ferite del bulbo oculare
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Ferite penetranti senza inclusione di corpi estranei
Ricorrono con una certa frequenza sia nell'adulto che nel bambino.
Sintomatologia
Dipende dalla sede del trauma oltre che dalla forza viva, dalle dimensioni e dalla forma del corpo estraneo.
Nei casi più gravi si ha rottura del bulbo con fuoriuscita di parte più o meno considerevole del suo contenuto; assai spesso vi è interessamento delle palpebre, sede di ferite lacero-contuse, ed ematoma dell'orbita.
Di solito la lesione traumatica è di entità più modesta ed è accompagnata da intenso dolore e da una piccola emorragia.
Si ricordano in questo gruppo le ferite corneali, della sclera e della congiuntiva.
Ferite corneali
Se la ferita è ampia, è sufficiente l'osservazione diretta e tra i labbri della ferita si impegna l'iride, la pupilla risulta quindi deformata.
Spesso l'agente che provoca il trauma non si limita ad attraversare la cornea, ma produce delle lesioni a carico del cristallino e dell'iride; il tono muscolare è di solito notevolmente ridotto.
Ferite della congiuntiva e della sclera
Le ferite congiuntivali isolate, per le particolari capacità di cicatrizzazione possedute da questa mucosa, guariscono con una certa rapidità spesso con il solo trattamento locale a base di pomate o colliri antibiotici.
Con una certa frequenza invece il trauma determina una ferita che interessa la congiuntiva e la sclera sottostante.
Spesso in questi casi la capacità visiva è fortemente ridotta e l'esplorazione del fondo dell'occhio è ostacolata dalla presenza di sangue nel vitreo; il tono oculare è ridotto.
Il trattamento in questi casi impone l'intervento chirurgico per eseguire una pulizia della regione, ridurre i tessuti erniari e suturare la ferita.
Lesioni del cristallino
Consistono in ferite della capsula attraverso cui l'acqueo penetra determinando la formazione di una cataratta traumatica.
Se però la lesione è molto piccola, può saldarsi spontaneamente o per aderenza di un lembo irideo, in questo caso venendo impedita l'infiltrazione di acqueo, il danno si limita ad una fine opacità lineare.
Qualora la soluzione di continuo sia molto ampia, l'abbondante penetrazione di acqueo provoca un rigonfiamento del cristallino che acquista un colore bianco-latte ed aspetto cotonoso, viene completamente invasa la camera anteriore con conseguente uveite reattiva e crisi ipertensiva oculare che richiede un immediato intervento chirurgico.
Ferite penetranti con presenza di corpi estranei endobulbari
In caso di ferita perforante corneale senza lesione dell'iride e del cristallino, è possibili trovare il corpo estraneo di metallo o di vetro nell'iride o nelle parti declivi dell'angolo irido-corneale.
Qualora il corpo estraneo abbia una forza d'impatto maggiore, può attraversare la cornea, l'iride e il cristallino.
La lesione dell'iride è costituita da una ferita circondata da emorragia sul cui fondo si intravede l'opacità biancastra del punto in cui il corpo estraneo è penetrato nel cristallino.
La presenza delle 3 ferite corneale, iridea e del cristallino lungo la stesso asse, deve sempre far sospettare l'esistenza di un corpo estraneo endobulbare che potrà essere individuato nel vitro oppure sulla retina, in questo caso appare come una formazione rifrangente, circondata da processi infiammatori ed emorragie.
Nei casi in cui la presenza di sangue impedisce l'accertamento diretto, si ricorre all'indagine radiografica, all'ecografia, particolarmente utile quando i corpi estranei sono radiotrasparenti e alla TAC.
Complicanze
Quelle precoci sono di natura infiammatoria mentre quelle tardive sono legate alla formazione di sostanze chimiche che derivano dalla reazione del corpo estraneo con i liquidi organici.
Il vetro e l'alluminio non danno origine a processi di questo tipo, mentre il ferro e il rame dopo un certo tempo provocano rispettivamente siderosi e calcolosi del bulbo.
Siderosi oculare
Riguarda tutte quelle patologie dei tessuti oculari conseguenti alla formazione di ossido-derivati del ferro prodotti dal corpo estraneo conficcato.
La cornea, alla periferia, assume color giallo-ocra, l'iride color verde giallastro, il cristallino si opacizza.
La retina a volte si stacca provocando l'atrofia del bulbo.
Calcolosi oculare
La diagnosi viene formulata osservando la comparsa di un cerchio verde alla periferia corneale e ed una pseudo cataratta a girasole dovuta al depositarsi nella cristalloide anteriore di sali di rame di color grigio-verdastro, la cui disposizione ricorda appunto il girasole.
Terapia
Se il corpo estraneo è magnetico si può tentarne l'estrazione con l'aiuto di un elettro-magnete, in caso contrario si procederà con tecniche chirurgiche.
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