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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico
sedi operative nell'hinterland milanese
responsabile delle informazioni mediche del sito "ilcamicebianco.com"
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Oculistica
Contusione del bulbo oculare
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Sindrome traumatica del segmento anteriore
Il trauma agisce secondo linea di forza a direzione antero-posteriore il cui punto di partenza è di solito costituito dalla parte centrale della cornea che viene spinta contro il cristallino il quale trasmetterà tali sollecitazioni al vitreo che a sua volta le distribuirà sui lati e sulla radice dell'iride che si sposterà in senso postero-anteriore.
In un secondo momento, per contraccolpo, il cristallino verrà spinto con violenza in senso postero-anteriore tale da spostare in avanti la membrana iridea e da sublussarsi o lussarsi per rottura delle fibre della zonula.
Sintomatologia
Il dolore sarà più o meno intenso a seconda della violenza del trauma e per lo scatenarsi di un riflesso oculo-cardiaco, compariranno nausea, vomito e bradicardia.
La riduzione della vista è immediata, la cornea è spesso edematosa e compaiono linee di rottura.
La pupilla appare dilatata, non reagente alla luce e spesso decentrata; la dilatazione può anche durare alcuni mesi e non sempre ritorna normale.
Assai frequente è la miopia traumatica che quasi sempre risulta essere transitoria e dovuta ad uno spasmo accomodativi, infatti scompare con l'instillazione di atropina.
Spesso si verifica sublussazione del cristallino che si opacizza.
Terapia
L'ipertono viene controllato dalla pilocarpina così come l'ipotonia grave dall'atropina.
Qualora l'aumento del tono persistesse si dovrà far ricorso a trattamenti chirurgici mentre l'opacità del cristallino potrà in alcuni casi regredire od evolvere verso l'opacità totale.
Sindrome traumatica del segmento posteriore
Consegue a violente sollecitazioni meccaniche trasmesse all'occhio dal massiccio facciale.
Il nervo ottico subisce una torsione lungo il suo asse, il bulbo oculare ed il sistema vascolare costituito dall'arteria e dalla vena oftalmica, sono scosse come un albero da un vento violento.
Il danno maggiore è subito dalle arterie ciliari posteriori nel loro tragitto attraverso la sclera.
Clinicamente è possibile distinguere:
• Commozione retinica: si verifica di solito per un trauma diretto sull'occhio come da tappo di spumante o da palla di neve; la sintomatologia è costituita da un'immediata riduzione della vista e da edema retinico. La superficie retinica presenta a volte rilievi concentrici rispetto alla papilla dovuti alla torsione subita dal nervo ottico; anche i vasi seguono le irregolarità della retina. Dopo 2 o 3 giorni la sintomatologia soggettiva ed oggettiva si riduce, la capacità visiva ritorna normale mentre l'edema perivascolare rimane più a lungo; alle modificate condizioni di circolo, consegue la comparsa di liquido trasudatizio che costituisce l'edema retinico.
• Emorragie retiniche: variamente distribuite sulla superficie retinica, tendono al riassorbimento; frequentemente hanno sede peripapillare e sono causate da lesioni delle arterie ciliari posteriori brevi a livello del loro tragitto intrasclerale, conseguente alla torsione subita dal nervo ottico. La riduzione della vista dipende dalla sede e dall'entità dello stravaso emorragico.
• Rottura della coroide: nelle fasi iniziali le linee di rottura della coroide sono mascherate dall'edema retinico e dagli stravasi emorragici; sono costituiti da strie arciformi, grigio-giallastre. La lesione può anche essere unica, più spesso a sede temporale. Queste lesioni hanno carattere permanente e possono essere conseguenti a trauma oculare diretto ed indiretto.
• Distacco di retina.
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