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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico
sedi operative nell'hinterland milanese
responsabile delle informazioni mediche del sito "ilcamicebianco.com"
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Oculistica
Patologia da lenti a contatto
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Le malattie più frequenti dovute all'uso di lenti contatto interessano la congiuntiva e la cornea.
A carico della congiuntiva possiamo riscontrare:
• Congiuntivite: per lo più modesta con bruciore, lacrimazione e fotofobia, probabilmente dovuta ad una reazione allergica nei confronti di depositi proteici che si formano sulle lenti. Obbiettivamente si nota arrossamento ed edema a volte accompagnato da secrezione biancastra più abbondante al risveglio; questo quadro è più frequente nei portatori di lenti a contatto morbide e dopo un'adeguata pulizia delle lenti, la sintomatologia scompare nel 30% dei casi.
• Blefarocongiuntiviti batteriche: si manifestano nell'1,5-3,5% dei portatori e si manifestano con una flogosi catarrale subacuta con arrossamento, ispessimento e secrezione sul bordo palpebrale.
• Alterazione del film lacrimale per eccesso di secrezione sebacea: dopo pochi minuti dall'applicazione delle lenti, si ha offuscamento della visione per imbrattamento della superficie, ciò avviene nel 5% dei portatori di lenti morbide e nel 15% di lenti rigide, con inizio dei sintomi dopo 3 mesi di uso; dopo 15 giorni di sospensione, il fenomeno regredisce. Questo disturbo dipende un iperstimolo meccanico delle ghiandole congiuntiveli del tarso con conseguente iperproduzione di sebo; questa alterazione è più frequente nella stagione primaverile ed estiva.
Nel tessuto corneale si verificano manifestazioni cliniche quali:
• Edema epiteliale: provoca una visione confusa con aloni colorati attorno alle sorgenti luminose, più evidenti nelle ore notturne, sensazione di corpo estraneo e a volte dolore oculare; rimossa la lente la sintomatologia scompare dopo breve tempo. L'edema se non si mettono in atto adeguati provvedimenti, progredisce fino a creare delle bolle che rompendosi, mettono a nudo le terminazioni nervose sensitive. La causa sembra essere l'accumulo di sostanze acide prodotte dal metabolismo corneale per un utilizzo troppo prolungato dalle lenti oppure per lenti morbide troppo strette, si può ovviare a ciò utilizzando lenti ad elevato assorbimento di ossigeno.
• Erosioni epiteliali: dopo la rimozione della lente, viene recepita una sensazione di corpo estraneo che si attenua con la chiusura delle palpebre e che scompare dopo riapplicazione della lente. All'esame obiettivo si riscontrano punti di desepitelizzazione corneale circoscritte ai quadranti superiori nei portatori di lenti morbide e nelle parte centrale nei portatori di lenti rigide. Per risolvere il problema bisogna limitare la durata giornaliera d'impiego ed utilizzare lenti meno curve per consentire un miglior ricambio lacrimale; tali erosioni possono anche essere dovute a fenomeni allergici o tossici..
• Abrasioni: è dovuta ad una azione meccanica, tuttavia anche corrette manovre di applicazione non sono sempre innocue soprattutto in soggetti con epitelio particolarmente sensibile; la quantità e la qualità del film catarrale giocano un ruolo fondamentale nel determinare le abrasioni così come la perfetta integrità e manutenzione delle lenti.
• Ulcera corneale: è per lo più unilaterale ed è dovuta alla scarsa pulizia della lente, si verifica spesso in pazienti con erosioni epiteliali che non sospendono l'uso delle lenti sia per mancanza di sintomatologia sia per negligenza. All'esame obiettivo si nota la presenza di infiltrati densi con un alone rossastro a volte ricoperti da essudato.
• Ascesso corneale: in caso di un'ulcera corneale con ulteriore insistenza nell'utilizzo delle lenti, si può arrivare alla comparsa dell'ascesso con la presenza di germi patogeni.
• Epitelio a buccia d'arancia: in caso di eccessivo gioco fra lente e cornea, possono comparire delle bolle sotto la lente, tali formazioni a contatto con l'epitelio ne provocano una alterazione a buccia d'arancia
• Cheratiti virali
• Neovascolarizzazione limbare: è la complicanza più subdola in quanto la sintomatologia è quasi assente, ridotta ad una modesta e quasi saltuaria sensazione di fastidio con riduzione del tempo giornaliero di un uso confortevole delle lenti; la neovascolarizzazione interessa gli strati più superficiali del parenchima corneale. La regressione richiede 2 o 3 mesi ed è agevolata dai cortisonici. La causa sembra dovuta ad una mancanza cronica di ossigenazione della cornea con accumulo di acido lattico che determina uno stimolo alla vasodilatazione e alla neovascolarizzazione. L'uso delle lenti può riprendere ma occorre passare a quelle di diametro minore, dando la preferenza a quelle più sottili e ad elevato assorbimento di ossigeno.
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