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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

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Ricerche




Oculistica
Retinopatia diabetica

Può rimanere a lungo silente sul piano sintomatologico ed essere oggetto di diagnosi occasionale nel corso di un esame medico generale od oculistico; la sua incidenza è in continuo aumento a causa di due fattori principali:
1. la componente ereditaria della malattia che a poco a poco ne accrescerebbe la diffusione
2. l'aumento medio della vita del diabetico come conseguenza delle migliori possibilità terapeutiche che oggi dispone
Poiché la malattia diabetica ricorre con maggior frequenza nelle donne, anche la retinopatia diabetica predilige questo sesso.
Le probabilità di comparsa di questa affezione aumentano con la durata della malattia di base per questo motivo si ritiene che a 10 - 15 anni dall'insorgenza del diabete, la retinopatia compaia in oltre il 60% dei casi.
Si distingue una retinopatia diabetica non proliferante ed una proliferante.

Retinopatia non proliferante
È caratterizzata negli stadi iniziali dalla comparsa di alterazioni della permeabilità dei vasi retinici, mentre successivamente è possibile osservare la presenza di microaneurismi e di emorragie puntiformi.
I microaneurismi sono dilatazioni sacciformi dei capillari ed hanno pareti molto sottili e fragili e sono di solito il punto di partenza delle emorragie puntiformi.
I microaneurismi sono evidenziabili con la fluorangiografia che ne consente un esame molto dettagliato.
L'edema retinico è la diretta conseguenza dell'alterata permeabilità capillare, quando interessa la regione maculare determina una riduzione più o meno marcata della capacità visiva centrale.

Retinopatia proliferante
È caratterizzata dalla neovascolarizzazione legata all'aumento delle aree di ischemia retinica, sembra infatti che i tessuti ischemici possano liberare un fattore vasoproliferativo.
Questi neovasi sono sottilissimi ed estremamente fragili, pertanto sono spesso causa di frequenti emorragie pre-retiniche che costituiscono uno stimolo per la formazione di tessuto connettivo organizzato; tutto ciò provoca una retrazione del vitreo che in questo modo si stacca dalla retina concludendosi con un vero e proprio distacco di retina che rappresenta una delle più gravi complicanze della forma proliferante in associazone al glaucoma emorragico o neovascolare.

TRATTAMENTO DELLA RETINOPATIA DIABETICA


Terapia medica
Consiste in trattamenti diretti a compensare l'iperglicemia e a riportare alla normalità tutti i parametri che la malattia diabetica ha alterato, per tale motivo si interverrà:
• sull'aggregazione piastrinica che risulta essere aumentata, per cui si consigliano antiaggreganti piastrinici ed eritrocitari
• sul potere fibrinolitico, ridotto nel diabetico
• sulla resistenza capillare, notevolmente diminuita nel diabetico
• sugli stati dislipidemici


Terapia parachirurgica e chirurgica
Si avvale essenzialmente sulla fotocoagulazione anche se questo trattamento porti alla distruzione del tessuto retinico interessato da microaneurismi e vasi neoformati.

Retinopatie ipertensive
Alla base vi è l'iperensione arteriosa.
La sintomatologia soggettiva può essere a lungo silente, a volte il paziente lamenta annebbiamenti fugaci della vista, mentre una caduta rapida della vista quando vi è un interessamento delle strutture vascolari della testa del nervo ottico.
La sintomatologia oggettiva risiede nell'osservazione dell'occhio con l'oftalmoscopio con il quale si evidenzia:
• alterazione delle arterie che hanno calibro ridotto e a tratti irregolare con decorso spesso tortuoso
• alterazione delle vene che si presentano dilatate e con tortuosità a cavaturaccioli, mentre in alcuni punti appaiono schiacciate per opera delle arterie nei punti in cui le incrociano.
• edema, solitamente di modesta entità ed interessa la papilla e la regione maculare
• elevazione dei valori della pressione minima dell'arteria oftalmica, indice di sovraccarico nel territorio carotideo
• presenza di essudati sia in sede maculare che nella rimanente parte del polo posteriore
• emorragie poco estese e multiple più frequenti lungo il decorso dei vasi.
• chiazze degenerative di color grigiastro esiti di emorragie
La retinopatia ipertensiva può presentarsi nelle seguenti forme cliniche:

Retinopatia arteriosclerotica: inizialmente non è accompagnata da ipertensione, mentre lo è nella fase avanzata; il quadro oftalmoscopico è caratterizzato dalle classiche alterazioni vasali con atrofia della papilla nelle forme evolute.

Retinopatia angiospastica: viene considerata come la fase finale di una ipertensione essenziale complicata da insufficienza renale o come l'espressione di un'ipertensione secondaria ad insufficienza renale; in ogni caso l'azotemia è sempre elevata e la tossiemia uremica gioca un ruolo molto importante nella sua comparsa.
L'insorgenza è legata ad uno spasmo delle arteriose precapillari con conseguente alterazione della permeabilità della parete dei capillari.
La malattia colpisce individui di età media, è bilaterale ed ha una prognosi sfavorevole infatti questi pazienti dimostrano una sopravvivenza di circa 3 anni.
La sintomatologia soggettiva è caratterizzata dalla riduzione della vista che si fa sempre più grave negli stadi più avanzati.
All'osservazione con l'oftalmoscopio, è possibile notare un'alterazione dei vasi che inizialmente presentano una modificazione del calibro per poi assumere un andamento tortuoso con numerosi restringimenti, per dare da ultimo emorragie ed essudati in sede maculare

Retinopatia gravidica: compare in donne giovani, compare più facilmente verso il 3° trimestre; la causa è dovuta ad una alterazione endocrina.
La sintomatologia soggettiva mostra annebbiamenti transitori della vista ed alterazione della percezione visiva consistente nell'alterazione della forma degli oggetti.
Il reperto oftalmoscopico è costituito da uno stato spastico delle arteriose retiniche con edema papillo-maculare, frequenti sono le emorragie, mentre mancano gli essudati.

Occlusione dell'arteria centrale della retina
Insorge di solito improvvisamente ed in alcuni casi nel sonno, le cause principali sono:
1. occlusione per angiospasmo
2. occlusione per embolie
3. occlusiobe per endoarterite obliterante
I tre fattori intervengono insieme nel determinare la patologia che in rarissimi casi è provocata solamente da uno di essi.


Sintomatologia
Consiste in un'improvvisa cecità per lo più in un solo occhio ed essendo quasi sempre indolore, può non essere immediatamente avvertita dal paziente, mentre è di vitale importanza intervenire con tempestività per avere un ottimo recupero funzionale.
Sono sufficienti pochi minuti senza ossigeno per provocare danni irrimediabili alle cellule nervose.
L'esame obiettivo mette in evidenza una dilatazione della pupilla (midriasi), assenza di riflesso alla luce, integrità della trasparenza dei mezzi ottici, ma sarà con l'oftalmoscopio che confermeremo la diagnosi.
Durante questo esame la retina appare grigiastra, diffusamente edematosa, la macula è molto rossa, le arterie e le vene hanno un calibro molto ridotto.
Interrogando il paziente si potrà scoprire che si sono già verificati episodi di perdita transitoria della vista a cui però non è mai stata attribuita alcuna importanza.


Evoluzione
E'assai spesso sfavorevole anche quando si attua con tempestività una terapia adeguata, abbiamo riduzione sia del campo viso che della capacità visiva, le arterie si possono ricanalizzare ma rimangono di calibro molto sottile.
I casi ad evoluzione favorevole sono molto rari e sono caratterizzati da un rapido ristabilimento delle condizioni circolatorie iniziali, il diametro delle arterie ritorna normale, l'edema retinico si riduce rapidamente, la capacità visiva può ritornar a livelli accettabili.


Terapia
Consiste:
1. vasodilatatori
2. emodinamoci: sono sostanze che aumentano la gittata sistolica del cuore senza modificare la pressione
3. antispastici
4. ipotonia del bulbo oculare
5. anticoagulanti

Retinoblastoma
È il più frequente tumore oculare dell'infanzia e dell'età infantile.
Sembra prendere origine da cellule appartenenti al neuroectodermica che costituiscono i precursori dei fotorecettori retinici.
Il retinoblastoma è un tumore congenito cioè presente già alla nascita, ma la diagnosi sicura avviene tra 1 e 3 anni.
Esistono forme unilaterali che rappresentano circa il 70% di tutti i casi e non hanno una preferenza di occhio o di sesso; il 10-15 % dei casi unilaterali è ereditario.
Le forme bilaterali invece sono forme quasi sempre ereditarie.


Sintomatologia
I tre segni classici sono:
1. leucoria: si intende il colore bianco grigiastro della pupilla che può colpire anche una sola zona della pupilla
2. strabismo: raro e si tratta di solito di una forma convergente
3. glaucoma
L'esame con l'oftalmoscopio evidenzia sulla retina una massa bianco-grigiastra con aspetto a cavolfiore, dotata di una rete vascolare propria.


Terapia
È prevalentemente chirurgica, consiste nell'asportazione della massa avendo cura di prelevare un lungo tratto del nervo ottico in quanto è per questa via che si ha la diffusione metastatica; il trattamento chirurgico potrà essere completato dal trattamento radiante.
Se il tumore ha dimensioni inferiori a 4 mm, si può praticare un trattamento fotocoagulativo con lo xenon; il retinoblastoma è molto sensibile alla radioterapia.
In questi ultimi anni la prognosi è migliorata, la percentuale di sopravvivenza a 5 anni è molto migliorata a condizione che l'intervento chirurgico venga affiancato dalla chemioterapia e dalla radioterapia.





 





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