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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

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Ricerche




Oculistica
Meccanismo della visione

Cenni di anatomia
La tonaca nervosa dell'occhio è costituita dalla retina che, attraverso il nervo ottico, è in connessione con il diencefalo.
Ricopre la faccia interna della tonaca vascolare e viene divisa dall'ora serrata in 2 parti:
• Fino all'ora serrata è detta parte ottica ed è un vero e proprio organo nervoso nel quale sono contenuti i fotorecettori
• Oltre l'ora serrata è detta parte cieca ed è connessa con la parte ciliare ed iridea della tonaca vascolare.



La retina è costituita da 2 foglietti:
Foglietto esterno
È formato da un solo strato di cellule che hanno forme diverse e sono fornite di sottili prolungamenti o frange che si interpongono ai cono e ai bastoncelli; all'interno delle frange e dei corpi cellulari è contenuto il pigmento.
Sotto l'azione stimolante della luce, tali cellule tendono ad accorciarsi ed il pigmento si concentra all'interno della frangia.
L'epitelio pigmentato ha diverse funzioni:
• Barriera semipermeabile, elettiva per le trasudazioni che vengono dalla coriocapillare
• Ha una funzione importante nella visione dei colori
• Ha un ruolo di schermo protettivo, particolarmente evidente negli albini

Foglietto interno
E' situato internamente all'epitelio pigmentato e circonda il corpo vitreo in profondità; ha l'aspetto di una sottile membrana trasparente e rosata.
Risulta essere una membrana complessa e dal punto di vista schematico e funzionale la si può considerare formata da 3 neuroni sovrapposti:
1. coni e bastoncelli
2. cellule bipolari
3. cellule gangliari

Coni e bastoncelli
Sono gli elementi sensoriali della retina, l'estremità esterna costituisce il fotorecettore, quella interna si articola con i prolungamenti delle cellule bipolari.
I coni sono circa 3 milioni, è in media più corto del bastoncello tranne che a livello foveolare dive raggiunge un'altezza di 80 micron; strutturalmente ha la stessa conformazione del bastoncello.
Dal punto di vista geografico la massima concentrazione di coni è a livello foveolare mentre sono estremamente scarsi alla periferia dove predominano i bastoncelli.



Cellule bipolari
Presentano un prolungamento esterno che si mette in rapporto con il prolungamento dei coni e dei bastoncelli ed un prolungamento interno che si mette in contatto con il prolungamento delle cellule ganglionari.
Le cellule bipolari a seconda del tipo di contatto mono o poli-sinaptico che hanno con le cellule fotorecettrici, vengono definite cellule bipolari mono-sinaptiche o poli-sinaptiche.
Cellule gangliari
Sono vere e proprie cellule nervose, presentano delle espansioni dendritiche che vengono a contatto con i prolungamenti interni delle cellule bipolari e un prolungamento neuritico trasformandosi in una fibra ottica.
Queste fibre decorrono parallelamente alla superficie interna della retina, si raccolgono a livello della papilla ottica, quindi, oltrepassando la lamina cribrosa, si rivestono di guaina mielinica e costituiscono le fibre del nervo ottico.

Cenni di fisiologia della visione
La retina ha la funzione di ricevere gli stimoli luminosi e di trasformarli in stimoli nervosi che vengono trasmessi, attraverso le fibre del nervo ottico, ai centri corticali; sono i coni e i bastoncelli che hanno il compito di produrre gli impulsi nervosi.
Questi impulsi passano poi alle cellule bipolari indi alle cellule gangliari e di qui ai centri nervosi.
Oltre a questa via diretta si ha una via indiretta attraverso le cellule orizzontali e amacrine interposte tra i coni e i bastoncelli, questa via ha una funzione per così dire di associazione e di regolazione.
La luce, incapace di stimolare un nervo, eccita le terminazioni nervose tramite la rottura delle sostanze fitochimiche quali la rodopsina contenuta nei bastoncelli e la iodopsina contenuta nei coni, tale rottura libera dei gruppi sulfidrilici responsabili in ultima analisi dell'origine degli impulsi a livello del nervo ottico.
In particolare i coni entrano in azione quando abbiamo una buona fonte luminosa, mentre i bastoncelli esplicano la loro funzione soprattutto nella visione notturna; nelle condizioni intermedie abbiamo il contemporaneo funzionamento di entrambi i fotorecettori.
La stimolazione delle terminazioni del nervo ottico determina a livello del nervo stesso la formazione di treni di onde la cui velocità è di 10-20 metri al secondo e la cui frequenza dipende dall'intensità dello stimolo.
 





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