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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

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Ricerche




Oculistica
Malattie della cornea

CHERATITI
Sono processi infiammatori che interessano il tessuto corneale ed hanno una causa infettiva o infiammatoria; qualsiasi ne sia l'origine, i sintomi comuni sono:
1. iperemia congiuntivele ed iniezione pericheratica
2. fotofobia
3. lacrimazione
4. frequente comparsa di dolore

CHERATITE SUPERFICIALE DIFFUSA
Ha di solito una causa batterica, le forme acute sono spesso associate ad una congiuntivite mentre quelle croniche possono avere una causa di tipo allergico oltre che batterico anche se a volte l'eziologia è sconosciuta.


Sintomatologia
Si evidenzia la comparsa di un'area grigiastra a margini sfumati a sede superficiale, successivamente, per la caduta di lembi più o meno ampi di epitelio corneale, compaiono erosioni multiple.
L'edema può estendersi agli strati anteriori del parenchima corneale favorendo la comparsa di una vera e propria ulcera corneale.

CHERATITE PUNTATA SUPERFICIALE EPIDEMICA
La lesione è costituita da opacità puntiformi che compaiono negli strati superficiali della cornea monolateralmente o bilateralmente, la sua origine è legata a fatti infettivi di tipo virale, batterico, tossico o allergico.


Sintomatologia
Sono caratterizzate da fini opacità di color grigio disseminate nell'ambito dell'epitelio corneale e mentre in un primo tempo queste lesioni interessano gli strati superficiali, successivamente tendono ad estendersi in profondità.
Nella maggior parte dei casi ha un'origine virale ed un'evoluzione benigna con la guarigione completa del tessuto corneale.


Terapia
È di tipo antibiotico sia ad uso locale che per via sistemica



CHERATITE DISCIFORME
È la cherato-endotelite profonda più frequente, ha di solito origine virale anche se non sono rare forme batteriche, tossiche o allergiche; ha localizzazione monolaterale.
Si rilevano in genere processi flogistici corneali a sede parenchimale, associati costantemente ad un interessamento infiammatorio dell'endotelio e ad una uveite anteriore.


Sintomatologia
Ha inizio con un'ampia area tondeggiante opalescente corrispondente ad un edema corneale a sede centrale o paracentrale, in tale zona la cornea raggiunge uno spessore che può essere il doppio di quello normale.
L'infiammazione dell'endotelio porta alla formazione di precipitati da endotelite che si presentano come chiazze biancastre in prossimità della parte centrale della zona di edema corneale.
La comparsa di sintomatologia dolorosa deve far sospettare ad una uveite anteriore; la riduzione della vista è sempre considerevole.
È una malattia a lenta evoluzione la cui durata può essere anche di alcuni mesi; frequenti le recidive.


Terapia
È di tipo antibiotico sia ad uso locale che per via sistemica.

ASCESSO CORNEALE CENTRALE
Fa parte delle cheratiti profonde suppurate ossia processi flogistici corneali che portano a morte i tessuti interessati e assai spesso alla perdita dell'occhio.
L'ascesso inizia con un'infiltrazione a margini sfumati della parte centrale della cornea a cui fa seguiti l'interessamento dell'uvea; questa zona assume una colorazione giallastra.
La raccolta di materiale purulento sporge verso la camera anteriore in cui può aprirsi determinando un'ulcera posteriore della cornea.
Se non si interviene con un energico trattamento a base di antibiotici e atropinici, si può assistere alla perforazione della cornea e alla perdita dell'occhio.

ASCESSO ANULARE DELLA CORNEA
Consegue per lo più ad una ferita perforante e l'agente infettante è quasi sempre un battere (Pseudomonas Aeruginosa).
Dopo un intervallo di tempo che va da alcune ore a 10 - 11 giorni, compaiono edema corneale e i segni di una uveite; ben presto sulla cornea si disegna un anello giallastro, questo tessuto presto muore dando origine ad una uveite.
L'evoluzione è così grave che qualsiasi trattamento medico è privo di risultato.

ULCERE CORNEALI
Consistono in una perdita di sostanza dovuta per lo più a lesioni anche minime dell'epitelio corneale, attraverso cui penetrano soprattutto batteri.
Alla penetrazione dei germi nella cornea fa seguito un processo infiltrativo e si parla di infiltrato corneale che nei casi più semplici si riassorbe, ma di solito si ha caduta per necrosi dell'epitelio corneale con la formazione dell'ulcera corneale la quale può andare incontro a guarigione dando luogo all'ulcera detersa con la ricomparsa della trasparenza normale.
Nel contempo le cellule fisse del parenchima corneale iniziano a proliferare contribuendo alla riparazione della perdita di sostanza con fibrille connettivali che non hanno la trasparenza del tessuto corneale ma l'opacità di un tessuto cicatriziale.
In questo modo ha origine il leucoma corneale che a seconda della sua sede, dimensioni e densità, potrà incidere in modo più o meno notevole sulla riduzione della capacità visiva.
In altri casi l'ulcera corneale infiltrata può progredire verso un processo infiammatorio più serio con abbondante distruzione del tessuto corneale. L'ulcera però ha tendenza a spingersi in profondità e la distruzione del parenchima raggiunge la Descemet, a questo punto tale membrana, dotata di notevole elasticità, viene spinta verso l'esterno dando origine al descemetocele. In una fase successiva anche la Descemet può cedere determinando la perforazione dell'ulcera e la fuoriuscita di acqueo; questa eventualità è accompagnata spesso da dolore e dalla sensazione di colata di liquido sulla guancia.
Se la perforazione avvenuta nella parte centrale della cornea è di piccole dimensioni e se si instaura una terapia adeguata con bendaggio dell'occhio, si può ottenere la cicatrizzazione della breccia con la formazione di leucoma corneale aderente.
Se invece la fessura è ampia si può avere la fuoriuscita di una porzione di iride tale da dare origine ad un leucoma aderente pigmentato; questo tessuto di riparazione per la notevole partecipazione iridea risulta poco consistente e con il tempo può cedere originando uno stafiloma corneale.
A volte la cicatrice può cedere anche senza la presenza in essa dell'iride, in questo caso parliamo di cheratocono secondario. In casi più rari la perforazione corneale stenta a rimarginarsi e l'epitelio corneale prolifera formando una fistola corneale. Questo esito non soltanto provoca una continua fuoriuscita di acqueo, ma costituisce la porta d'ingresso di possibili infezioni oculari; in questo caso la soluzione è il trapianto di cornea.



CHERATITI ERPETICHE
La cheratite erpetica è un processo morboso che si manifesta prevalentemente in soggetti adulti di sesso maschile e di giovane età, ha spesso carattere stagionale (primaverile od autunnale).
Solitamente insorge dopo malattie dell'apparato gastroenterico, a malattir infettive e da raffreddamento o a traumatismi oculari, inoltre sembra che i malati siano portatori abituali del virus nella mucosa delle fosse nasali e questo fatto ne faciliterebbe la localizzazione corneale.
La lesione consiste nella morte di una parte dell'epitelio corneale con edema sottoepiteliale; il secondo occhio può essere colpito successivamente con caratteristiche analoghe al primo.
La sintomatologia è caratterizzata da dolore associata ad una ipersensibilità dolorosa del territorio della prima branca del trigemino quella appunto perioculare.
Si ricorda tra le cheratiti erpetiche quella di Horner spesso associata a localizzazioni erpetiche labiali e genitali, essa consiste in formazione di minuscole vescicole corneali disposte a gruppi o a catena che rompendosi danno origine ad erosioni corneali superficiali.
Il malato presenta fotofobia, lacrimazione e senso di corpo estraneo; guariscono di solito senza lasciare traccia.





 





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