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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

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Ricerche




Oculistica
Processi infiammatori delle palpebre

Le palpebre sono pieghe cutanee con associate formazioni muscolari e ghiandolari; la loro funzione è protettiva.

Risultano costituite da 4 strati: dall'esterno all'interno abbiamo:
• strato cutaneo: la cute è sottile, mobile, a volte pigmentata
• strato muscolare: è formato dal muscolo orbicolare della palpebra e, nella palpebra inferiore, dal muscolo elevatore
• strato tarsale: è formato da 2 lamine di connettivo denso e fibre elastiche; ne esiste uno superiore ed uno inferiore. Nei tarsi sono contenute le ghiandole di Meibomio che producono il sebo palpebrale
• strato congiuntivele

BLEFARITE
È un processo infiammatorio che interessa il margine palpebrale a livello dell'impianto delle ciglia: è molto frequente, tende a cronicizzarsi e dare recidive.
La possiamo trovare sotto 3 forme che, a volte, risultano tre fasi di uno stesso processo: forma iperemia, squamosa, ulcerativa.
I sintomi sono costituiti da irritazione, bruciore e prurito dei bordi palpebrali.

Forma iperemica: i bordi palpebrali sono arrossati, lievemente gonfi, gli occhi sono praticamente cerchiati di rosso.

Forma squamosa: oltre all'arrossamento precedentemente detto, si riscontrano nella zona di impianto delle ciglia delle pellicole sottili che possono essere asportate facilmente ma che altrettanto facilmente si riformano; le ciglia spesso sono appiccicate tra loro.

Forma ulcerativa: è dovuta ad un battere, precisamente allo Stafilococco ed è caratterizzata dalla formazione di piccoli ascessi a livello dei follicoli piliferi; tali ascessi finiscono per aprirsi e formare delle croste.

Naturalmente si trovano forme miste.
Il decorso è cronico e l'esito può portare verso un ispessimento del bordo palpebrale, ad un'irregolare disposizione delle ciglia o addirittura, nella forma ulcerativa, alla caduta totale o parziale delle ciglia.
Le cause sono molteplici:
• cause di ordine generale: malattie linfatiche, anemie, stati uricemici
• cause di ordine locale: infiammazioni croniche della congiuntiva e delle ghiandole lacrimali
• cause rifrattive: l'associazione astigmatismo-blefarite è tipica ed estremamente frequente
• cause alimentari: disturbi epatici e digestivi da alimentazione sbagliata
• cause varie: uso di cosmetici, pomate antibiotiche ecc.

Terapia
Inizialmente si cerca di eliminare le cause generali, locali o ambientali in genere che si suppone ne abbiano determinato l'insorgenza, si passerà successivamente ad un trattamento locale per mantenere pulito il margine palpebrale e le ciglia ed infine l'uso di pomate a base di ossido di zinco o di antibiotico secondo la prescrizione medica.


ORZAIOLO
È un ascesso localizzato a livello del margine palpebrale dovuto alla suppurazione di una ghiandola di Zeiss o di una ghiandola di Meibonio, il cui agente eziologico è nella più parte dei casi lo Stafilococco.
Quando è interessata una ghiandola di Meibomio, il processo suppurativo è esteso, profondo ed è noto come orzaiolo interno, quando invece è interessata una ghiandola di Zeiss, l'orzaiolo è più piccolo e superficiale ed è noto come orzaiolo esterno.
L'ascesso in ogni caso è sempre centrato su un bulbo pilifero.

Sintomi
Sono dati da irritazione e senso di peso a cui segue il dolore che dipende dal grado di tumefazione palpebrale.
Un orzaiolo esterno si estrinseca sempre dalla parte cutanea delle palpebre, mentre quello interno può evidenziarsi sia dal lato congiuntivale che da quello palpebrale.
In alcuni casi si hanno recidive continue: si tratta spesso di soggetti con patologie del sistema linfatico con blefarite cronica, soggetti diabetici o affetti da disturbi digestivi.

Terapia
Inizia con l'applicazione di impacchi caldi, se l'ascesso non passa nei primi 2-3 giorni si procede all'incisione dell'orzaiolo parallelamente al bordo palpebrale ed al suo drenaggio; è utile l'applicazione contemporanea nel sacco congiuntivele di pomate o colliri antibiotici.
Un orzaiolo non trattato può sfociare in una cellulite palpebrale.

CALAZIO
È un'infiammazione cronica granulomatosa di una ghiandola del Meibomio che determina una tumefazione indolore della palpebra superiore o inferiore.
Si differenzia dall'orzaiolo in quanto è un processo cronico (ci vogliono diverse settimane perché si sviluppi), non procura dolore e non è centrato su un bulbo pilifero.
Le sue dimensioni variano da un grano di miglio ad un pisello, può essere singolo o multiplo, estrinsecarsi verso la cute o verso la congiuntiva.
A seconda della sua localizzazione si distinguono:
• calazio esterno: fuoriesce verso la cute palpebrale con un sollevamento della stessa; rovesciando la palpebra si apprezza una zona di colore grigiastro
• calazio interno: si estrinseca verso la congiuntiva palpebrale; rovesciando la palpebra si evidenzia un'area di colorito rossastro lievemente dolente.
• calazio del margine palpebrale: si presenta come una propaggine appuntita del bordo palpebrale.
Meccanicamente può ridurre l'acuità visiva provocando astigmatismo per la pressione esercitata sulla cornea.

Terapia
La regressione spontanea è rara, qualche risultato si è riscontrato usando pomate a base di ittiolo e zinco. Nella maggior parte dei casi la terapia è chirurgica spesso tramite laser per asportare la sostanza granulomatosa e la capsula.

NEVI MALIGNI DELLE PALPEBRE
Sono piuttosto rari, nella gran parte sono dovuti alla degenerazione di un nevo benigno.
Tale degenerazione inizia con un aumento delle dimensioni, successivamente il nevo diventa pruriginoso e si circonda di un alone rossastro, infine si ulcera e presenta un adenopatia satellite.
La terapia è chirurgica con una asportazione più ampia delle dimensioni del nevo.
EPITELIOMI
Sono i più frequenti tumori delle palpebre e della faccia in genere, compaiono intorno ai 60 anni e si localizzano di solito all'angolo interno delle palpebre nella porzione inferiore.
All'inizio appaiono come piccoli rilievi vescicolari della grandezza di un grano di miglio, di consistenza dura e con una piccola depressione centrale che con il tempo si ulcera dando luogo a piccole emorragie.
Aumentando di volume si estendono in profondità portando ad una vasta distruzione palpebrale; hanno la caratteristica di non essere dolorosi.

Si distinguono 3 tipi:
• Epitelioma basocellulare
• Epitelioma spinocellulare
• Epitelioma delle ghiandole di Meibomio

La terapia è l'asportazione chirurgica ampia con successiva blefaroplastica; nel caso delle forme basocellulari si preferisce utilizzare anche la radioterapia.





 






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