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Ortopedia
Displasia dell'anca

È una patologia che predilige il sesso femminile e in circa il 50% dei casi è bilaterale.
La razza più colpita è quella bianca ed è più frequente nella Repubblica Ceca, Austria, nel sud della Germania e in Italia dove le zone più colpite sono la pianura Padana e specialmente nella Brianza, nel Ferrarese e in Emilia.
Per displasia congenita dell'anca si intende una deformità che colpisce uno o entrambi i costituenti dell'articolazione dell'anca: acetabolo e testa femorale; essa predispone fortemente alla lussazione dell'anca e, secondariamente, all'artrosi dell'anca.
A carico dell'acetabolo le alterazioni sono:
• Poco profondità della cavità cotiloidea
• Sfuggenza del tetto cotiloideo
A carico della testa del femore le malformazioni sono:
• Eccessivo valgismo del collo femorale
• Antiversione del collo femorale
• Ritardo nella comparsa del nucleo di ossificazione della testa femorale
La causa principale è la familiarità anche se la trasmissione non è speculare da madre a figlia per l'elevato numero di caratteri che definiscono la malformazione, a ciò si aggiunge il fattore razziale e la dislocazione territoriale.

A seconda della maggiore o minore importanza di queste componenti della deformità, si possono avere le diverse manifestazioni cliniche:

1. LUSSAZIONE CONGENITA DELL'ANCA
che può essere di tre tipi :Teratologica (in fase fetale viene colpito l'abbozzo della formazione dell'anca e nei casi peggiore può verificarsi una mancanza completa del cotile o della testa del femore), embrionale (il feto nasce già con l'anca lussata), post-natale (alla nascita sono presenti solo i segni della pre-lussazione e la vera lussazione si verifica nei primi mesi di vita)

2. SUBLUSSAZIONE CONGENITA DELL'ANCA
in cui sono presenti ristrettezza, incontinenza e bordo sfuggente del cotile, in questo caso la testa del femore non è completamente contenuta nel cotile. Tale malformazione può non essere riconosciuta in tenera età anche per la difficoltà del riscontro radiografico, ma da adulti sarà causa di disturbi atrosici; la cura è solamente chirurgica e consiste nel ridurre il valgismo del collo femorale.



3. DISPLASIA DELL'ANCA
può sfuggire nell'infanzia, i primi sintomi compaiono al termine dell'ossificazione e da adulti darà origine alla coxartrosi

PRE-LUSSAZIONE
È contraddistinta da un'eccessiva aniversione del collo femorale, da una scarsa profondità del cotile, da un ritardo nella evoluzione della testa femorale e da un'abnorme sfuggenza del tetto cotiloideo.
La lesione deve essere accertata il più presto possibile, possibilmente alla nascita.
Dato che in tale periodo gran parte del bacino è ancora cartilagineo e radiotrasparente, la diagnosi è di tipo clinico e si basa sulla:
• asimmetria delle pliche cutanee della regione inguinale e delle cosce, quando la lesione è unilaterale
• segno dello scatto di Ortolani; abducendo, flettendo e intraruotando l'anca, si apprezza un piccolo scatto dovuto all'anca sublussata che rientra in sede
• ipotrofia dell'arto, particolarmente della natica, ed extrarotazione.
Purtroppo tali segni non sono sempre presenti.
La diagnosi viene effettuata eseguendo una lastra delle anche sulla quale si tracciano delle linee in moda da dividere ogni singola anca in 4 quadranti, in condizioni di normalità, l'ombra del femore si trova prevalentemente nel quadrante inferiore-interno.



Una pre-lussazione tracurata o non riconosciuta, porterà entro il 2° anno di vita ad una lussazione congenita dell'anca.
La sintomatologia clinica di questa forma consiste essenzialmente:
• maggior sporgenza della regione trocanterica ed in una accentuazione della lordosi lombare, specie nei casi bilaterali
• ipotrofia della regione glutea
• un accorciamento dell'arto, dovuto alla risalita della testa femorale
• facilità nello spostare in alto e in basso il femore che non appoggia nel cavo articolare (segno dello stantuffo)
• mancanza del riscontro palpatorio della testa nell'anca
• se è già iniziata la deambulazione si noterà la caratteristica andatura a caduta.

Il trattamento della lussazione congenita dell'anca è molto complesso, in genere si preferisce ottenere la riduzione mediante una trazione continua sull'arto in leggera abduzione per circa 20-30 giorni, successivamente si immobilizza l'arto con apparecchi gessato per 3-4 mesi poi si passa ad un tutore.
Con questa riduzione non si ottiene però la correzione della sfuggenza o della assenza del tetto cotiloideo che impedisce una completa continenza della testa femorale nell'acetabolo, quindi se con il proseguo dello sviluppo scheletrico no si assiste alla correzione spontanea di queste deformità, occorrerà farlo chirurgicamente.
 






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