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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

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Ricerche




Ortopedia
Tumori ossei

L'osso può essere sede di tumori primitivi sia benigni che maligni e di tumori metastatici.
Vengono così classificati:

A) tumori originati dal tessuto osseo (osteogenici)
Benigni: osteoma, osteoma osteoide, osteoblastoma
Maligni: osteosarcoma, osteosarcoma iuxtacorticale

B) tumori originati dalla cartilagine (condrogenici)
Benigni: condroma, osteocondroma, condroblastoma, fibroma condromixoide
Maligni: condrosarcoma, condrosarcoma iuxtacorticale, condrosarcoma mesenchimale

C) tumori gigantocellulari (osteoclastomi)

D) tumori provenienti dal midollo osseo
Maligni: sarcoma di Ewing, reticulosarcoma osseo, linfosarcoma osseo, mielosa

E) tumori di origine vascolare
Benigni: angioma osseo, linfangioma, tumore gnomico
Maligni: emangioendotelioma, emangioperitelioma, angiosarcoma

F) tumori originati da altri tessuti connettivali
Benigni: fibroma desmoplastico, lipoma
Maligni: fibrosarcoma, liposarcoma, mesenchimoma maligno, sarcoma indifferenziato

G) tumori ossei metastatici
da tumori di natura epiteliale
da tumori di natura connettivale

OSTEOMA
È frequente nei seni paranasali e nello scheletro della faccia, è costituito generalmente da una crescita piccola di osso corticale, denso, che sporge dalla superficie dell'osso come una nocciola.
La terapia è l'asportazione chirurgica.

OSTEOMA OSTEOIDE
Costituito da una zona centrale di osso immaturo con trabecole non calcificate e da una parte periferica di osso compatto tipo corticale fortemente addensato.
Predilige i soggetti giovani ed il sesso maschile, si localizza più frequentemente nel femore e nella tibia.
La sintomatologia è caratterizzata da intenso dolore, tenace, vivo, persistente che si intensifica nelle ore notturne, resiste ai comuni analgesici ma si arrende all'Aspirina.
La terapia è chirurgica.

OSTEOBLASTOMA
È costituito da osso immaturo ma è meno demarcato da tessuto osseo compatto rispetto all'osteoma da cui si differenzia anche per prediligere le ossa corte come vertebre, bacino, calcagno e per non essere così dolente.

OSTEOSARCOMA
È tra i più frequenti e il più grave per la prognosi molto spesso mortale.
Colpisce soprattutto giovani fra i 10 e i 20 anni di sesso maschile; è caratterizzato da un altissimo grado di malignità e da una tendenza fortemente invasiva.
L'aspetto radiografico è molto caratteristico: vi è un'area osteolitica a limiti indistinti che colpisce un tratto di osso fino a distruggerlo, erodendo la corticale.
Però all'interno di questa massa vi sono zone irregolari leggermente radiopache, costituite da tentativi di ossificazione del tumore; caratteristica è la reazione periostale che è sempre notevole e molto intensa con formazione di osso.
Il tumore può colpire tutte le ossa, ma predilige le ossa lunghe e dà metastasi a livello polmonare con estrema rapidità; la morte può sopraggiungere in tempi brevi.



Si è notato nel corso degli anni che le amputazioni non miglioravano la prognosi, pertanto ora si attua una terapia radiante con dosi piuttosto elevate e copertura antimitotica specifica; se dopo un anno non ci sono metastasi, allora si può procedere all'asportazione del tumore.

OSTEOSARCOMA PARAOSTALE
È simile al precedente ma meno aggressivo; anche la tendenza a dare metastasi è più blanda.

CONDROMA
È uno dei tumori ossei benigni più frequenti, può colpire tutte le ossa, ma è più caratteristico nelle ossa brevi delle mani e dei piedi.
Colpisce i soggetti adulti senza prevalenza per i due sessi, radiologicamente si osserva un rigonfiamento dell'osso ad aspetto multicistico; la lesione è molto distruttiva e perciò le fratture patologiche sono frequenti.
La terapia è chirurgica con asportazione del tumore.

CONDROSARCOMA
Colpisce soggetti di età compresa fra i 30 e i 60 anni, attaccando sia le ossa lunghe che quelle brevi; può essere primitivo o secondario ad una trasformazione maligna di un condroma.
L'aspetto radiografico è caratterizzato da aree di disgregazione ossea all'interno delle quali si possono notare piccole calcificazioni.
L'evoluzione del tumore è lenta anche di anni e la tendenza a dare metastasi polmonari è tardiva; il tumore è poco sensibile alla terapia radiante e agli antimitotici, per cui la terapia consiste nell'asportazione chirurgica che se eseguita precocemente, può anche portare a completa guarigione

TUMORE GIGANTO CELLULARE
È considerato uno dei tumori più caratteristici dell'osso ed è caratterizzato da un'invasione dell'osso da parte di tessuto tumorale di tipo connettivale.
Si ritiene che questo tumore sia una forma potenzialmente maligna che possa virare in una forma altamente maligna con metastasi polmonari.
Sono neoplasie relativamente frequenti in soggetti tra i 20 e i 40 anni, colpiscono entrambi i sessi e sono prevalentemente localizzati nella parte del femore vicino alla tibia, sulla parte prossimale della tibia stessa, sulla parte distale del radio.
L'aspetto radiografico mostra un rigonfiamento dell'osso come se fosse soffiato.
La terapia è l'asportazione chirurgica fino ad arrivare all'osso sano, mentre scarso effetto ha la terapia radiante.

SARCOMA DI EWING
Colpisce i bambini nel primo decennio di vita ed è fra i tumori ossei più aggressivi e maligni.
Aggredisce generalmente la parte centrale delle ossa lunghe e spesso sono colpite più ossa contemporaneamente; l'invasione metastatica ai polmoni è precocissima e molto intensa.
Radiograficamente si apprezzano numerose aree osteolitiche diffuse con una reazione periostale a strati sovrapposti come le foglie di una cipolla.
Il decorso del tumore è rapido, accompagnato da febbre e da dolore osseo intenso, però esiste un vantaggio nella terapia: è estremamente sensibile alla terapia radiante e a quella con antimitotici per cui se prese in tempo alcune forme guariscono.

MIELOMA MULTIPLO
È uno dei più caratteristici e diffusi tumori primitivi dell'osso ed è anche quello che elusivamente colpisce i soggetti tra i 50 e i 70 anni.
Le ossa più colpite sono quelle brevi e corte ricche di sostanza spongiosa come quelle del cranio, del bacino, dei corpi vertebrali.
L'immagine radiografica mostra un'intensa osteoporosi con aree osteolitiche spesso confluenti tra loro, si hanno pertanto frequentissime fratture patologiche specie nei corpi vertebrali e nelle costole, in queste ultime anche per semplici colpi di tosse.
Il mielosa si accompagna ad uno stato notevole di anemia, ad un aumento molto intenso della velocità di eritrosedimentazione (VES) e ad un profondo scadimento delle condizioni generali.
Il decorso del tumore è lento ed è sensibile alla terapia con antimitotici, pertanto con tali farmaci risulta possibile far diminuire i dolori e prolungare anche di alcuni anni la vita di questi malati.

ANGIOMA OSSEO
È un tumore benigno piuttosto frequente e consiste nella invasione dell'osso da parte di vasi neoformati sia di tipo capillare che di tipo cavernoso; i corpi vertebrali sono le ossa più colpite.
Molto spesso la neoplasia è asintomatica, a volte invece vi è un lieve dolore in sede ossea, raramente si hanno delle fratture patologiche.
La terapia è quella radiante.

FIBROSARCOMA DELL'OSSO
È un tumore maligno piuttosto raro producente fibre collagene, colpisce generalmente gli adulti e la sede preferita sono le ossa lunghe, generalmente la parte distale del femore e la prossimale della tibia senza rigonfiamento dell'osso.
La prognosi del tumore benché infausta, è meno grave dell'osteosarcoma e l'asportazione del tumore mediante ampie resezioni locali, permette di ottenere delle guarigioni.

TUMORI OSSEI METASTATICI
Rappresentano da soli più della metà di tutti i tumori ossei.
Le metastasi ossee sono frequenti nel carcinoma mammario, prostatico e tiroideo; l'invasione metastatica dell'osso avviene per via ematica e l'embolo tumorale può soggiornare a lungo nell'osso prima di dare i segni clinici.
Nel carcinoma mammario le lesioni sono generalmente osteolitiche co distruzioni ossee più o meno generalizzate e le sedi maggiormente colpite sono i corpi vertebrali, specie lombari, il bacino e il collo femorale; le fratture sono frequentissime.
Il carcinoma prostatico dà spesso metastasi ossee di tipo addensante, le fratture patologiche sono perciò rare.
La malattia colpisce tutte le ossa, ma le localizzazioni più frequenti sono il cranio, il bacino, la colonna, i femori e le tibie.
Il carcinoma tiroideo di solito dà metastasi ossea solitaria, può colpire tutte le ossa ed anche a livello osseo fissa selettivamente lo iodio radioattivo, ciò può essere usato sia a scopo diagnostico che curativo.

POLIOMIELITE
Un tempo malattia assai frequente, ma grazie alla vaccinazione, ora è praticamente scomparsa.
La causa è un virus che attacca specificatamente le cellule delle corna anteriori del midollo spinale che rappresentano il neurone motore da cui partono le fibre che vanno alle placche motrici dei muscoli.
Ne risulta pertanto una paralisi flaccida e la lesione è stabile poiché non è possibile la rigenerazione delle cellule nervose distrutte; la lesione può colpire tutte le cellule nervose delle corna anteriori, ma più spesso la lesione è parziale.
Si distinguono varie forme:
• una forma grave, bulbare, generalmente mortale, in cui sono colpiti i centri vitali del bulbo
• una forma in cui sono colpiti prevalentemente gli arti superiori
• una forma in cui è colpito prevalentemente il tronco
• una forma in cui sono colpiti prevalentemente gli arti inferiori.

Se le lesioni sono totali, l'arto rimane privo della sua muscolatura assumendo una posizione ciondolante; per la forza di gravità e per la mancanza di tono, si possono avere delle lussazioni articolari.
Se la lesione è parziale si può avere l'azione prevalente di una parte della muscolatura con la comparsa di atteggiamenti viziati che nel corso degli anni possono dare origine a deformità ossee.

Lesione agli arti superiori
Nelle forme totali, l'arto è ciondolante accostato al tronco e non può essere sollevato; nelle forme parziali il polso può trovarsi in posizione di supinazione o pronazione

Lesione al tronco
Si avranno delle scoliosi gravissime se la lesione è bilaterale,meno gravi in caso di unilateralità, per cui le curve si creano non in funzione del carico che schiaccia la colonna, ma per l'azione prevalente della muscolatura del lato sano non controbilanciata dal lato paralitico.


 






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