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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

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Ricerche




Pediatria
Varicella

È una malattia infettiva causata da un virus facente parte della famiglia degli Herpes virus; decorre di solito con sintomi generali modesti, cui segue la comparsa, a mandate successive, di maculopapule che si trasformano rapidamente in vescicole e quindi in croste.
La varicella è molto contagiosa e nei climi temperati ha una più alta incidenza da Gennaio a Maggio; l'infezione si diffonde principalmente per contatto diretto tramite le goccioline provenienti dal naso e dalla bocca pertanto la via di penetrazione è quella respiratoria.
Il periodo di incubazione è di 11- 21 giorni, mentre quello di contagiosità è da un giorno prima della comparsa delle vescicole a 6 giorni dopo e cioè quando tutte le lesioni hanno formato la crosta; i bambini maggiormente colpiti sono quelli compresi in una fascia d’età tra i 5 e i 9 anni.
Anche i neonati possono ammalarsi e questo di solito succede quando la madre contrae la malattia nell'ultima parte della gestazione e trasmette l'infezione al neonato che è suscettibile perché privo degli anticorpi specifici di provenienza materna.
In questi casi la malattia è grave perché tende a disseminarsi e provoca una mortalità del 20% circa.

Sintomi
1-2 giorni primi che compaiano le manifestazioni cutanee, si osserva modica febbre e malessere generale.
Sulla pelle compaiono isolate macule rosse che rapidamente diventano papule e quindi, su base eritematosa, si trasformano in vescicole con parete sottile spesso di forma ovale.
Nei successivi 3-4 giorni compaiono 2-4 gittate di gruppi di vescicole sparse inizialmente soprattutto alla parte superiore del tronco e poi alla faccia, al cuoio capelluto con scarso interessamento delle estremità.
Raramente le lesioni compaiono sul palmo delle mani o sulla pianta dei piedi, ma sono in genere presenti sul palato e sui genitali dove facilmente si rompono formando piccole ulcere che in bocca possono le afte della stomatite.
Si realizza una distribuzione di tipo centripeto con presenza contemporanea in ogni area cutanea interessata, di elementi in tutti gli stadi di evoluzione e cioè macule, papule, vescicole e croste.
Le croste cominciano a cadere in 5^- 6^ giornata di malattia, ma possono persistere 20 giorni se la lesione è stata profonda; nella grande maggioranza dei casi cadute le croste, la cute riacquista il suo aspetto normale mentre per alcuni elementi varicellosi residueranno cicatrici permanenti a forma rotondeggiante tanto più numerose e profonde quanto più la pelle del soggetto è sottile e delicata oppure se si sono verificate delle infezioni delle vescicole per l’azione di grattamento del bambino.
Tali infezioni rappresentano le complicazioni durante la varicella con la comparsa di impetigine bollosa, piodermite, ascessi sottocutanei ed erisipela.
Complicanze più gravi ma fortunatamente rare sono la miocardite, manifestazioni emorragiche e l'encefalite quest'ultima riconoscibile per il manifestarsi di movimenti oculari non controllati, tremori o convulsioni.

Terapia
Nella maggioranza dei casi si somministra solamente un antipiretico, preferibilmente non contenente l'acido acetilsalicilico (aspirina o simili) perché si è riscontrata una correlazione tra l'uso di questa sostanza e la comparsa della sindrome di Reye.
Nei casi in cui l’esantema è molto abbondante e le vescicole ricoprono buona parte del corpo con intenso prurito e febbre persistente, si rende necessaria la somministrazione di acyclovir in sciroppo più un antistaminico; le vescicole più grosso possono essere trattate con toccature di mercuro cromo.
Meglio tagliare corte le unghie delle mani del bambino, per impedirgli di grattarsi e rompere le vescicole.





 





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