|
Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico
sedi operative nell'hinterland milanese
responsabile delle informazioni mediche del sito "ilcamicebianco.com"
|
|
Pediatria
Salmonellosi (Tifo)
|
|
Il genere Salmonella comprende un numero elevato di agenti batterici corrispondenti ad oltre 2200 tipi diversi.
Sebbene esistano enormi differenze nello scatenare la malattia nell'uomo fra un sierotipo e l'altro, quasi tutte le salmonella sono patogene per gli animali, fa eccezione la Salmonella typhi responsabile del tifo che in condizioni naturali si trasmette e produce malattia solo nella razza umana. Le salmonella sono resistenti alla maggior parte degli agenti fisici, sono uccise a 55° C in 1 ora e a 60°C in 14 minuti, mentre nell'ambiente rimangono vive per molti giorni.
Sintomi
In generale le salmonella danno malessere generale, febbre, dolore addominale e diarrea.
TIFO
Malattia acuta sistemica provocata dalla Salmonella typhi.
Anche se la porta d'ingresso è l'apparato gastro-intestinale, il tifo non è una malattia intestinale perché essa è caratterizzata più da sintomi sistemici che intestinali come la diarrea che in alcuni casi può anche mancare.
I soggetti di età inferiore ai 14 anni sono i più colpiti; i maschi sono percentualmente più colpiti delle femmine.
La Salmonella typhi entra nell'organismo attraverso la via orale come conseguenza dell'ingestioni di cibi, acqua o latte contaminati: uno dei veicoli più comuni sono i mitili spesso ingeriti crudi.
Gli ammalati eliminano con le feci milioni di bacilli del tifo che rappresentano la fonte di contaminazione dell'acqua e di cibi: nei mitili, che vengono coltivati nei porti o in zone di acque inquinate, dove crescono meglio, i bacilli del tifo si concentrano migliaia di volte; le mosche ed altri insetti possono venire in contatto con le escrezioni degli ammalati e portare i bacilli nell'acqua o sui cibi.
Quando la Salmonella typhi raggiunge l'intestino tenue, si moltiplica attivamente, penetra nella mucosa, entra nei linfatici intestinali e raggiunge la circolazione sanguigna; questa iniziale e precoce batteriemia avviene dopo 24-72 ore dall'ingestione del microrganismo ma non dà sintomi ma nel frattempo la S. typhi colonizza le cellule del reticolo-endotelio, si moltiplica e ritorna in circolo ma questa volta provoca i sintomi.
Sintomatologia
Il periodo di incubazione va da 5 a 40 giorni con una media di 10-20 giorni.
Nei bambini di età inferiore ai 2 anni, il tifo può presentarsi con manifestazioni cliniche completamente diverse:
1. può dare un quadro di semplice enterite acuta, caratterizzata da vomito, distensione addominale e diarrea
2. può dare un quadro setticemico, con febbre oltre i 40°C, ingrossamento del fegato e della milza, perdita di peso, segni meningei.
Nei bambini più grandi il quadro clinico si avvicina a quello dell'adulto, l'inizio è insidioso:
febbre e malessere generale
cefalea
dolori muscolari e addominali
diarrea (presente solo nel 30-40% dei casi, anzi nei primi giorni è più frequente la stipsi)
epistassi (sangue dal naso).
Alla fine della prima settimana:
la febbre aumenta e si fa più costante
anoressia e malessere generale più accentuato
labbra screpolate
lingua asciutta, patinosa con bordi arrossati
diarrea
milza un po' voluminosa e tensione addominale
bronchite
rash cutaneo caratterizzato da macule eritematose presenti in piccolo numero sulla parete addominale e piuttosto piccole.
Il mezzo più idoneo per porre diagnosi di tifo è l'emocoltura, infatti nelle prime settimane di malattia la salmonella può essere trovata nel sangue nel 70-80% dei casi, mentre la coltura delle feci inizia ad essere positiva nella 2^ settimana per raggiungere il massimo nella 3^- 4^ settimana con percentuali dell'80-90%.
Complicazioni
Oggi abbastanza rare, compaiono nella seconda parte della malattia e sono rappresentate da:
emorragia intestinale
perforazione intestinale
meningite
osteomielite
artrite
polmonite
neurite ottica
sordità
alopecia.
Esiste, anche dopo un buon trattamento antibiotico, la possibilità di ricadute a distanza di circa 2 settimane dall'apparente guarigione, con una frequenza del 5%.
Terapia
Anche oggi con l'uso degli antibiotici la prognosi dipende dall'età del bambino e dalle sue condizioni generali.
Il CAF è l'antibiotico di prima scelta e può essere dato per bocca o, nei casi più gravi, per via endovenosa in 3-4 somministrazioni al giorno; il miglioramento è già visibile dopo 48 ore ma la degenza a letto deve durare 2-3 settimane.
È meglio che tutti i bambini ammalati di tifo, vengano ricoverati in reparti di isolamento; particolare cura deve essere rivolta lla sterilizzazione degli escreti,
Tre colture prese ad intervalli di 1 settimana l'una dall'altra, devono risultare negative per poter stabilire con sicurezza di essere di fronte ad un soggetto non portatore cronico.
|
|


|