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Dott. Diego Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

responsabile delle informazioni mediche del sito "ilcamicebianco.com"


Ricerche


Pediatria
Salmonellosi (Tifo)
Il genere Salmonella comprende un numero elevato di agenti batterici corrispondenti ad oltre 2200 tipi diversi.
Sebbene esistano enormi differenze nello scatenare la malattia nell'uomo fra un sierotipo e l'altro, quasi tutte le salmonella sono patogene per gli animali, fa eccezione la Salmonella typhi responsabile del tifo che in condizioni naturali si trasmette e produce malattia solo nella razza umana. Le salmonella sono resistenti alla maggior parte degli agenti fisici, sono uccise a 55° C in 1 ora e a 60°C in 14 minuti, mentre nell'ambiente rimangono vive per molti giorni.

Sintomi
In generale le salmonella danno malessere generale, febbre, dolore addominale e diarrea.

TIFO
Malattia acuta sistemica provocata dalla Salmonella typhi.
Anche se la porta d'ingresso è l'apparato gastro-intestinale, il tifo non è una malattia intestinale perché essa è caratterizzata più da sintomi sistemici che intestinali come la diarrea che in alcuni casi può anche mancare.
I soggetti di età inferiore ai 14 anni sono i più colpiti; i maschi sono percentualmente più colpiti delle femmine.
La Salmonella typhi entra nell'organismo attraverso la via orale come conseguenza dell'ingestioni di cibi, acqua o latte contaminati: uno dei veicoli più comuni sono i mitili spesso ingeriti crudi.
Gli ammalati eliminano con le feci milioni di bacilli del tifo che rappresentano la fonte di contaminazione dell'acqua e di cibi: nei mitili, che vengono coltivati nei porti o in zone di acque inquinate, dove crescono meglio, i bacilli del tifo si concentrano migliaia di volte; le mosche ed altri insetti possono venire in contatto con le escrezioni degli ammalati e portare i bacilli nell'acqua o sui cibi.
Quando la Salmonella typhi raggiunge l'intestino tenue, si moltiplica attivamente, penetra nella mucosa, entra nei linfatici intestinali e raggiunge la circolazione sanguigna; questa iniziale e precoce batteriemia avviene dopo 24-72 ore dall'ingestione del microrganismo ma non dà sintomi ma nel frattempo la S. typhi colonizza le cellule del reticolo-endotelio, si moltiplica e ritorna in circolo ma questa volta provoca i sintomi.

Sintomatologia
Il periodo di incubazione va da 5 a 40 giorni con una media di 10-20 giorni.
Nei bambini di età inferiore ai 2 anni, il tifo può presentarsi con manifestazioni cliniche completamente diverse:
1. può dare un quadro di semplice enterite acuta, caratterizzata da vomito, distensione addominale e diarrea
2. può dare un quadro setticemico, con febbre oltre i 40°C, ingrossamento del fegato e della milza, perdita di peso, segni meningei.
Nei bambini più grandi il quadro clinico si avvicina a quello dell'adulto, l'inizio è insidioso:
• febbre e malessere generale
• cefalea
• dolori muscolari e addominali
• diarrea (presente solo nel 30-40% dei casi, anzi nei primi giorni è più frequente la stipsi)
• epistassi (sangue dal naso).
Alla fine della prima settimana:
• la febbre aumenta e si fa più costante
• anoressia e malessere generale più accentuato
• labbra screpolate
• lingua asciutta, patinosa con bordi arrossati
• diarrea
• milza un po' voluminosa e tensione addominale
• bronchite
• rash cutaneo caratterizzato da macule eritematose presenti in piccolo numero sulla parete addominale e piuttosto piccole.
Il mezzo più idoneo per porre diagnosi di tifo è l'emocoltura, infatti nelle prime settimane di malattia la salmonella può essere trovata nel sangue nel 70-80% dei casi, mentre la coltura delle feci inizia ad essere positiva nella 2^ settimana per raggiungere il massimo nella 3^- 4^ settimana con percentuali dell'80-90%.

Complicazioni
Oggi abbastanza rare, compaiono nella seconda parte della malattia e sono rappresentate da:
• emorragia intestinale
• perforazione intestinale
• meningite
• osteomielite
• artrite
• polmonite
• neurite ottica
• sordità
• alopecia.
Esiste, anche dopo un buon trattamento antibiotico, la possibilità di ricadute a distanza di circa 2 settimane dall'apparente guarigione, con una frequenza del 5%.

Terapia
Anche oggi con l'uso degli antibiotici la prognosi dipende dall'età del bambino e dalle sue condizioni generali.
Il CAF è l'antibiotico di prima scelta e può essere dato per bocca o, nei casi più gravi, per via endovenosa in 3-4 somministrazioni al giorno; il miglioramento è già visibile dopo 48 ore ma la degenza a letto deve durare 2-3 settimane.
È meglio che tutti i bambini ammalati di tifo, vengano ricoverati in reparti di isolamento; particolare cura deve essere rivolta lla sterilizzazione degli escreti,
Tre colture prese ad intervalli di 1 settimana l'una dall'altra, devono risultare negative per poter stabilire con sicurezza di essere di fronte ad un soggetto non portatore cronico.


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