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Dott. Diego Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

responsabile delle informazioni mediche del sito "ilcamicebianco.com"


Ricerche


Pediatria
Mononucleosi infettiva
L'agente infettante è il virus di Epstein-Barr, un virus a DNA con struttura simile agli herpes-virus.
L'infezione è molto comune soprattutto nei paesi in via di sviluppo ove già all'età di 3 anni buona parte dei bambini ha già contratto la malattia di solito in modo inapparente; anche in paesi con buone condizioni socio economiche l'infezione è comune e viene acquisita nel corso degli anni, in Italia ad esempio risultano aver contratto la malattia in modo più o meno apparente il 90% dei soggetti sopra i 10 anni.
I soggetti che hanno superato la forma inapparente, non contraggono la forma manifesta e possiamo dire che tanto più l'infezione è precoce negli anni tanto più è asintomatica.
Il virus viene trasmesso con la saliva sia per contatto diretto che tramite oggetti contaminati, una volta penetrato attraverso la mucosa della bocca o delle prime vie respiratorie si localizza nella formazioni linfatiche dell'orofaringe e da qui tramite i linfociti si spinge ad altre strutture.
L'escrezione del virus avviene poco prima e durane le manifestazioni cliniche della malattia; dopo un periodo di incubazione di 30-50 giorni, più corto nei soggetti più giovani, si manifestano i primi sintomi.

Sintomatologia
Compare un malessere generale tipo influenza, dolori muscolari, brividi di freddo, cui seguono presto mal di gola, febbre, ingrossamento delle linfoghiandole, del fegato e della milza.
L'aumento di volume della milza è presente in almeno la metà dei casi nei quali in casi eccezionali si può verificare la rottura sia spontaneamente che in seguito a manovre di palpazione, l'interessamento epatico è quasi costante con aumento delle transaminasi, della fosfatasi alcalina, della LDH, ma solo nel5% dei pazienti si arriva ad avere ittero.
La tumefazione linfoghiandolare compare di solito con la febbre e talvolta persiste per alcuni mesi. Sono interessati i gangli cervicali posteriori e poi in orine decrescente di frequenza, i laterocervicali, gli ascellari, i sottomascellari e gli inguinali; il volume raggiunto dai gangli varia da una nocciola ad un uovo di piccione sono lievemente dolenti e non vanno incontro ad infezione.
Possono comparire sul velopendulo e sul palato duro, puntini emorragici oppure un esantema maculopapuloso sulla cute.

Complicanze
La più temibile è la rottura della milza che può verificarsi più frequentemente durante la seconda settimana, mentre a livello del sistema nervoso sono state descritte meningite, encefalite, poliradicoloneurite, paralisi del nervo facciale.
Talvolta possono insorgere complicanze cardiache sia come disturbi della conduzione sia come miocardite e pericardite, mentre dolore toracico, dispnea e tosse sono segni dovuti ad una complicanza broncopneumonica.
Diagnosi
Viene fatta dopo prelievo di sangue venoso in cui tra la 2 e la 3 settimana di malattia aumenta molto il titolo dei globuli bianchi mentre diminuisce quello dei neutrofili e degli eosinofili, ma soprattutto ricercando gli anticorpi specifici contro il virus di Epstein-Barr, in questo caso sono delle IgM il cui valore è molto alto.



Terapia
Non esiste terapia contro il virus infettante, la somministrazione di farmaci corticosteroidi per 3-4 giorni serve per alleviare l'edema faringotonsillare eventualmente presente e consentire una migliore respirazione.
L'uso di cortisonici si rende necessario quando vi sia epatite, dolenza addominale per ingrossamento della milza.
Si consiglia il riposo a letto e al sospensione di tutte le attività sportive soprattutto in caso dell'aumento di volume della milza onde evitarne la rottura.


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