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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico
sedi operative nell'hinterland milanese
responsabile delle informazioni mediche del sito "ilcamicebianco.com"
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Ginecologia
Toxoplasmosi
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La toxoplasmosi è una malattia parassitaria comune all'uomo e ad alcuni animali domestici.
Malattia frequente, spesso a decorso asintomatico e per lo più benigna, può presentare una certa gravità quando colpisce una donna gravida, in questo caso infatti è in grado di infettare il feto che può morire in utero o presentare alla nascita o a distanza di tempo, lesioni di vario tipo e gravità.
Il "toxoplasma gondi" ha un ciclo riproduttivo sessuato ed uno asessuato.
Il ciclo sessuato si riscontra solo nel gatto ed in alcuni felini, porta alla formazione di ovocisti che vengono eliminate con le feci e che nell'ambiente esterno danno origine a delle sportule resistenti anche per mesi. Attraverso l'ingestione di carni (crude o poco cotte) contenenti cisti o verdure contaminate da ovocisti, si ha il contagio di carnivori compreso l'uomo, nei quali si svolge il ciclo asessuato del toxoplasma che, superata la mucosa intestinale, tramite il torrente circolatorio raggiunge organi e tessuti, moltiplicandosi all'interno delle cellule.
L'organismo umano reagisce all'infezione formando anticorpi; i primi che si formano sono IgM che compaiono una settimana dopo il contagio raggiungendo il massimo dopo una settimana e regredendo in circa 4 mesi, comunque la presenza di IgM non è assolutamente prova di infezione recente perché a volte esse persistono molti mesi dopo il contagio.
I veri anticorpi immuni sono le IgG che compaiono 15 giorni dopo il contagio, raggiungono la concentrazione massima verso la fine del 2° mese e mantengono un livello stabile per circa 1 anno, poi si abbassano ma rimangono per sempre.
Quindi di regola una toxoplasmosi recente è caratterizzata da un elevato tasso di IgM e da uno basso di IgG, mentre in una di vecchia data è esattamente il contrario.
Un soggetto viene considerato immunizzato se ha tassi anticorpali di 10 UI/ml; molto immunizzato se ha tassi anticorpali da 300 a 3.000 UI/ml; sospetto di prima infezione se se si ha un elevato tasso di IgM ed una basso di IgG.
E' necessario ripetere un controllo a distanza di 2 -3 settimane per avere la certezza.
Infezione
I mezzi più comuni di contaminazione sono rappresentati dai cibi poco cotti e non ben lavati, contenenti le cisti del parassita.
L'infezione acuta materna è la condizione giusta per infettare il feto: più la gravidanza è avanzata, maggiore è il rischio di contaminazione fetale ma minore è la gravità della malattia.
Il toxoplasma si incista nella placenta dando zone di necrosi e di rammollimento.
Sintomatologia
Nella madre:
• Nessun sintomo
• Interessamento linfoghiandolare con adenopatia non dolente a livello cervicale, occipitale e talvolta ascellare, persistente per parecchi mesi; si può associare astenia, cefalea, dolori muscolari e febbricola.
• Forma grave fortunatamente rara, con diffusione tipo infezione
Nel feto:
• Nel 1° trimestre si ha quasi sempre aborto
• Nel 2° trimestre si ha la morte endouterina fetale oppure una grave fetopatia con interessamento pluriviscerale ( cuore, polmoni, fegato, cervello ecc. ) che difficilmente permette la sopravivenza dopo la nascita.
• Nel 3° trimestre si ha un'infezione neonatale che si manifesta nel 30% con segni clinici e nel 70% in forma subclinica, in questo caso il neonato può presentare modificazioni dl volume del cranio, idrocefalia, encefalomieliti ( torpore e convulsioni), manifestazioni oculari, setticemia generalizzata con ittero e morte nelle prime ore di vita
• Forme attenuate che si renderanno visibili in età scolare come strabismo, miopia e crisi convulsive.
Terapia
Attualmente l'antibiotico più usato è la"spiramicina" a dosi di 3 gr. al giorno per 4 settimane per 2-3 cicli distanziati tra loro di 15 giorni.
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