salute e benessere
Home | Esami medici | Specialità | Consigli | Contatto  
Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

responsabile delle informazioni mediche del sito "ilcamicebianco.com"


Ricerche




Ginecologia
Tumori della vulva

TUMORI EPITELIALI BENIGNI
Sono piuttosto rari e vengono distinti in solidi e cistici.

1. Forme solide:
sono rappresentate da formazioni peduncolate definiti fibromi, miomi o lipomi a seconda della loro costituzione anatomopatologica; la più comune è una formazione peduncolata molle ricoperta di cute definita "mollusco pendulo" che si riscontra spesso a livello del grande labbro.
2. Forme cistiche:
sono rappresentate soprattutto dalla cisti della ghiandola del Bartolini, secondaria in genere ad un processo infiammatorio che determina la chiusura del dotto escretore; dal punto di vista clinico si osserva una tumefazione di volume vario, posta al 3° posteriore del grande labbro, non dolente, contenente liquido sieroso o siero-ematico, diventano dolenti quando sopraggiunge un processo infiammatorio.
La terapia è chirurgica e si basa sull'asportazione della cisti.

TUMORI EPITELIALI MALIGNI
Il più comune è il carcinoma che rappresenta il 5% delle forme neoplastiche dell'apparato genitale femminile.
Sono più colpite le donne in menopausa tra i 60 e i 70 anni e sorge spesso a livello delle grandi labbra (60%), delle piccole labbra (20%), del clitoride (20%).
All'osservazione può manifestarsi in forma nodulare caratterizzata da un piccolo nodulo che tende a portarsi in profondità mentre in superficie si forma un ulcera, oppure in forma esofitica, caratterizzata da vegetazioni irregolari a cavolfiore con superficie necrotica facilmente sanguinante.

Sintomatologia
E' rappresentata dal prurito che viene in seguito accompagnato da bruciore più o meno intenso; si nota inoltre la presenza di un noduletto o di un'escoriazione a seconda della forma.
Quando si ha l'interessamento dei linfonodi inguinali, si osservano tumefazioni a carico delle linfoghiandole inguino-femorali.

Terapia
E' chirurgica e si basa sulla vulvectomia, con asportazione dei linfonodi regionali seguita da radioterapia.





 





Riproduzione anche parziale dei contenuti. vietata
Redazione dei testi e contenuti medici a cura del dott. Rigoldi