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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico
sedi operative nell'hinterland milanese
responsabile delle informazioni mediche del sito "ilcamicebianco.com"
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Ginecologia
Disturbi delle mestruazioni
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La mestruazione consiste in una perdita ematica dovuta a necrosi e successiva caduta dello strato funzionale della mucosa endometriale, legata ad un’ishemia delle arterie spiraliformi dell’utero in seguito ad una brusca caduta del tasso di progesterone.
Nella norma la mestruazione dura da 3 a 6 giorni e si ripresenta circa ogni 28 giorni; la prima mestruazione viene chiamata menarca e si verifica verso i 12 anni.
Vi sono casi in cui il menarca può essere anticipato o ritardato nel tempo, si parlerà allora di pubertà precoce o di pubertà ritardata; a sua volta la pubertà precoce si divide in vera e in pseudo pubertà.
Pubertà precoce vera: consiste in un effettivo anticipo delle manifestazioni tipiche della pubertà, le cause possono essere genetico-costituzionale oppure neurologiche come le lesoni post-meningitiche o post-encefalitiche.
Pseudo pubertà precoce: non si ha un’effettiva maturazione dei follicoli ovarici, ciò che si verifica è solo uno sviluppo dei caratteri sessuali secondari (mammelle, sviluppo delle grandi e piccole labbra, peli sul pube).
La causa può essere dovuta ad una eccessiva recettività degli organi bersaglio, oppure ad una presenza in eccesso di ormoni sessuali.
Pubertà ritardata: è quella che si verifica dopo il 17° anno d’età; può essere dovuta a motivi costituzionali, per scarsa recettività degli organi bersaglio, per insufficienza ovarica o per insufficienza dell’asse ipotalamo-ipofisario.
AMENORREA
Corrisponde ad un’assenza delle mestruazioni da almeno 6 mesi senza ovviamente che vi sia gravidanza.
Si parla di amenorrea primaria in cui non si sia verificato il menarca mentre di amenorrea secondaria in cui si abbia un arresto del flusso dopo il menarca.
Le cause possono essere:
Endometriali: quelle primarie sono dovute alla mancanza dell’utero che non si è mai formato oppure dall’incapacità dell’endometrio a rispondere allo stimolo steroideo per un difetto enzimatico.
Quelle secondari invece dipendono da.
Sinechie uterine in seguito a raschiamenti post parto o dopo aborto
Sinechie alla cervice uterina in seguito ad interventi sul collo dell’utero o dopo lacerazione da parto.
Distruzione dell’utero in corso di TBC endometriale.
Asportazione chirurgica dell’utero.
Ovariche: può essere dovuta ad una mancanza delle ovaie, ad ovaie rudimentali, a processi infettivi a carico delle ovaie; di solito queste forme sono caratterizzate da un elevati livelli di FSH (ormone follicolo stimolante)
Ipofisarie: si verifica in caso di ipopituarismo primario ossia danno all’ipofisi probabilmente durante il parto oppure un deficit funzionale della adenoipofisi provocata da un’ischemia durante il parto; l’ipofisi può essere interessata anche da adenomi che ne alterano le funzioni oppure da adenomi prolattina secernenti che provocano un disturbo della secrezione gonado tropica con un blocco dei picchi dell’ormone LH, in questi casi abbiamo spesso cefalea e fuoriuscita di latte se si spremono le mammelle.
Ipotalamiche: sono caratterizzate da un’insufficiente liberazione di GnRH con conseguente deficit della liberazione di gonadotropine ipofisarie.
POLIMENORREA
E’ una mestruazione anticipata, di solito intorno ai 21 giorni.
La causa può essere costituzionale oppure riguardare una riduzione della fase follicolare o luteinica o di entrambe oppure dovuta ad un aumento della recettività dell’endometrio.
Si ricorda che l’accorciamento della fase luteinica può dare sterilità ma anche essere curata somministrando progestinici.
OLIGOMENORREA
Si tratta di una mestruazione ritardata a più di 35 giorni.
Spesso la causa è da attribuirsi a malattie debilitanti o a disturbi ormonali che provocano ritardo della fase proliferativi a cui spesso segue una mancata ovulazione o un difetto della fase luteinica, in questo caso le mestruazioni sono scarse e di breve durata.
IPOMENORREA
Consiste in una emorragia ciclica ma scarsa sia per durata che per quantità; spesso si associa a oligomenorrea e precede la comparsa di una amenorrea.
Può essere l’espressione di una ostruzione imene-cervicale oppure di una TBC endometriale o di alterazioni ormonali.
IPERMENORREA
Si tratta di una emorragia ciclica abbondante sia per quantità che per durata; abbiamo una congestione del piccolo bacino per processi infiammatori o tumorali dell’addome oppure per una mancata azione vasocostrittrice esercitata dal miometrio per processi infiammatori o per la presenza di fibromi.
Altre cause sono legate a patologie infiammatorie dell’endometrio, a polipi endometriali o ad iperplasia dell’endomerio; non vanno neppure trascurate le alterazioni del processo della coagulazione.
METRORAGGIE
Sono delle perdite ematiche che si verificano nel periodo intermestruale, normali per frequenza e quantità; le emorragie che insorgono in donne in post-menopausa, devono soprattutto far pensare alla presenza di un tumore del corpo o del collo uterino.
Le metrorragie nelle donne in età fertile sono dovute per lo più a turbe del ciclo e si possono distinguere in:
precoce esse si verificano all’inizio del ciclo ovulatorio sotto forma di piccole macchioline della durata di 6-7 giorni a cui segue la normale mestruazione.
La causa è un difetto della fase luteinica della mestruazione precedente a causa della non avvenuta ovulazione; l’endometrio era cresciuto ma non era seguita la fase secretiva pertanto le varie parti si sfalderanno in tempi diversi.
La terapia consiste nella somministrazione di progesterone.
Verso la prima metà del ciclo ovulatorio: si verifica tra il 7° e 17° giorno del ciclo, può essere scarsa oppure decisamente più abbondante.
Quello che si verifica è un difetto a carico sia della fase follicolare che luteinica; se ‘emorragia è scarsa e si presenta solo da pochi cicli, è sufficiente la somministrazione di piccole quantità di estrogeni a cui si aggiunge gli ultimi 5 giorni una piccola dose di progesterone se invece la metrorragia è abbondante e dura da diversi mesi, bisogna indurre una crescita forzata dell’endometrio con grosse dosi di estrogeni.
Nella seconda metà del ciclo ovulatorio: compare tra il 17° giorno e l’inizio del mestruo, la causa è da reputarsi ad un difetto della fase luteinica per morte del corpo luteo o per un suo difettoso sviluppo, in questo caso la situazione è più grave e necessita di terapia estro-progestinica.
MENOMETRORRAGIA
Sono delle emorragie uterine a carattere disfunzionale, eccessive per quantità o durata e con frequenza irregolare.
Si verificano alla pubertà o nel periodo che precede la menopausa, in entrambi i casi si tratta di cicli privi di ovulazione che provocherà il persistere della fase proliferativa: l’endometrio continuerà a crescere finchè dopo circa 30-40 giorni desquamerà con conseguente sanguinamento.
Le emorragie in età puberale sono molto abbondanti per il fatto che l’utero non ha ancora acquisito la capacità di creare l’emostasi, quelle della pre-menopausa sono meno vistose ma devono essere controllate perché possono dare origine ad una iperplasia ghiandolare cistica fino ad un vero e proprio adenocarcinoma uterino.
EMORRAGIA PERI-OVULATORIA
Circa il 6% delle donne ha una piccola perdita ematica nel giorno dell’ovulazione, ciò è dovuto all’improvvisa fluttuazione ormonale conseguente allo scoppio del follicolo in attesa che si formi il corpo luteo; in alcuni casi può esserci dolore dovuto alla congestione pelvica.
DISMENORREA
Si tratta di mestruazioni particolarmente dolorose, la sintomatologia consiste in un dolore crampiforme percepito all’addome che inizia subito prima del flusso e di solito persiste per tutto il mestruo.
La dismenorrea insorge alcuni anni dopo la pubertà e si ripresenta ad ogni ciclo; può essere di tipo funzionale e in questo caso viene curata con la pillola oppure può essere di tipo organico e le cause più frequenti sono:
• impervietà dell’imene per cui il sangue è trattenuto in vagina
• stenosi cervicale
• infezioni dell’endometrio o della pelvi
• fibromiomi
• malposizioni uterine
• malformazioni uterine
Un corretto esame clinico permette di stabilire di quale tipo si tratti.
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