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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico

sedi operative nell'hinterland milanese

responsabile delle informazioni mediche del sito "ilcamicebianco.com"


Ricerche




Estetica
Cellulite: trattamento dei quadri clinici

Disarmonie della Silhouette
Questa situazione corrisponde, di solito, a:
• peso ideale soggettivo normale
• divario più o meno importante tra il diametro bitrocanterico e il biomerale
• normalità degli esami strumentali eseguiti

Trattamento
Su queste basi, l'intervento si dovrà limitare ad una riarmonizzazione della figura della paziente attraverso lo sviluppo del torace e la stimolazione della muscolatura del cingolo scapolare.
Infatti, questa situazione è supportata da un particolare assetto scheletrico di bacino e l'eccesso volumetrico della faccia supero-esterna della coscia è sostenuta dalla testa del grande trocantere del femore: e quindi impossibile ridurre questo inestetismo localmente. La riarmonizzazione deve, quindi, prevedere una integrazione delle volumetrie della porzione superiore del corpo ottenibile con l'aumento volumetrico del torace e l'eventuale ipertrofizzazione dei capi muscolari dei cingolo scapolo-omerale.
L'aumento del volume della cassa toracica si ottiene con un'opportuna ginnastica aerobica (nuoto, corsa,etc.). L'ipertrofizzazione può essere ottenuta sia con body-building attivo sia con elettrostimolazione muscolare che, a fini ipertrofizzanti, prevede tempi di contrazione superiori agli otto secondi.
È preferibile trattare i muscoli da ipertrofizzare con questa particolare elettrostimolazione e ciò perchè l'ipertrofia del muscolo non è un processo fisiologico, infatti l'incremento volumetrico è dovuto non solo alle fibrocellule muscolari ma anche all'ipertrofia connettivale. Meglio, perciò, stimolare solo i capi muscolari che a noi interessano senza coinvolgere i muscoli accessori come avviene nel movimento attivo.
Un'altra situazione che può sempre rientrare tra le disarmonie della silouette è quella che consegue alla ipotrofia del muscolo gluteo. In questo caso la diminuzione del volume muscolare determina caduta del gluteo per gravità e conseguente compressione dei tessuti della porzione posteriore della coscia con fuoriuscita laterale di un eccesso volumetrico di tessuto a livello della faccia super esterna della coscia.
Sempre all'ipotrofia del muscolo gluteo va attribuita la comparsa di buchetti sulla cute in posizione eretta.
In caso di ipotrofia muscolare i tessuti soprafasciali tendono a cadere per gravità e stirando i filamenti connettivali che normalmente li tengono adesi alla fascia muscolare determinano l'inestetismo. Anche in questo caso la riarmoffizzazione prevederà una ricostruzione dei muscolo gluteo con body-building attivo o, meglio, con elettrostimolazione ipertrofizzante.

ECCESSO DI ADIPOSITÀ LOCALIZZATA
In questa situazione clinica rileveremo:
• peso soggettivo normale o aumentato
• normale rapporto tra diametro biomerale e bitrocanterico
• normalità degli esami strumentali eseguiti fatta eccezione per un accentuato "effetto bordo" (aumento di spessore) all'esame ecografico

Trattamento
L'intervento si occuperà, in questo caso, della riduzione ponderale, se necessaria, mediante trattamento dietetico equilibrato ipocalorico e della riduzione dell'adiposità localizzata con mezzi farmacologici, fisioterapici e/o chirurgici.
Il trattamento riduttivo degli eccessi volumetrici localizzati dei tessuto adiposo deve prevedere un'azione locale e questo perché eventuali stimoli alla lipolisi effettuati con trattamenti generalizzati (ad esempio una dieta ipocalorica) porteranno a perdita di grasso dai distretti a metabolismo normale, accentuando ulterirmente la disarmonia locale. Si osserverà, cioe, perdita di tessuto adiposo a livello dei seno e dei viso della nostra paziente mentre le zone di adiposità localizzata resteranno quasi inalterate.
Il trattamento locale delle adiposità localizzate prevede interventi lipolitici e interventi lipociasici.


Interventi Lipolitici
Il trattamento lipolitico potrà dare risultati solo sulle adiposità ipertrofiche o sul trattamento iniziale di quelle miste e questo per la particolare tendenza che ha l'adipocità a mantenere costante il proprio volume.
I trattamentI lipolitici prevedono l'attivazione del metabolismo dei tessuto adiposo. Essi sono:
• La Mesoterapia Allopatica
• La Mesoterapia Omeopatica
• L'Elettrolipolisi
• La Carbossiterapia
Questi trattamenti risolvono un'adiposità localizzata ipertrofica e migliorano un'adiposità localizzata iperpiastica preparandola ad un miglior risultato con eventuali trattamenti lipoclasici.


Interventi Lipoclasici
Quando il trattamento lipolitico è inutile o insufficiente. È necessario effettuare un trattamento con mezzi lipoclasici.
I trattamenti lipoclasici sono sia medici che chirurgici e sono attualmente rappresentati da:
• la liposuzione
• l'idrolipoclasia ultrasuonica
• l’ossigeno-ozonoterapia
I mezzi lipociasici determinano un danno tessutale che porta a diminuzione dei volume in eccesso. Il mezzo più rapido, anche se ovviamente il più traumatico, per eliminare il tessuto adiposo è dato dalla liposuzione.
Questa è un intervento chirurgico basato sull'aspirazione del grasso frantumato da una cannula a punta smussa.
Il vantaggio della liposuzione rispetto ai mezzi medici è dato dalla rapidità con la quale si ottiene il risultato, ma la metodica richiede una esperienza, un ambiente ed un'assistenza chirurgica. L'alternativa medica alla liposuzione è oggi l'idrolipocinsia ultrasuonica. Questa metodica prevede l'infiltrazione dell'adiposità localizzata con soluzioni al fine di aumentare notevolmente e in modo parcellare la massa liquida dei tessuto. Successivamente si applicano gli ultrasuoni a 3 MHz e a 6 Watt/cmq che determinano danno da cavitazione (continua formazione ed esplosione di microbolle di vapore).
Va ricordato che questa terapia, come tutti gli interventi lipoclasici, non determina solo la distruzione degli adipociti ma di tutto il materiale biologico interessato al trattamento.
L'ossigeno-ozonoterapia, che però presenta numerose perplessità, prevede l'introduzione di questa miscela gassosa nel tessuto in eccesso. I radicali liberi dell'ossigeno che si formano per decomposizione di questa miscela determinano una lipoperossidazione delle membrane biologiche con danno e frammentazione delle stesse.
Anche in questo caso va ricordato che l'azione lesiva dei radicali liberi non agisce solo sugli adipociti ma su tutte le membrane cellulari con danno di ogni tipo di cellula.


Riassumendo
Da quanto esposto risulta che il trattamento dell'adiposità locafizzata deve essere affrontato con le seguenti tappe:
a) normalizzazione dell'eventuale eccesso adiposo generale con dieta (Cronodieta) e attività fisica;
b) attivazione della lipolisi con mesoterapia, con elettrolipolisi o con la carbossiterapia.
c) trattamento con, liposuzione o infiltrazione di ossigeno-ozono per diminuire definitivamente le volumetrie in eccesso. Ai trattamenti classici è utile far seguire delle stimolazioni del sistema linfatico sia per allontanare il materiale derivante dalla clasi, sia per ridurre l'edema reattivo.
(Drenaggio Linfatico).

PANICULOPATIA EDEMATO FIBRO SCLEROTICA
In questa situazione clinica rileveremo le alterazioni clinico-strumentali caratteristiche di questa microangiopatia.


Trattamento
Il trattamento terapeutico sarà modulato in funzione dei risultati strumentali:
• se all'esame doppler del circolo venoso si riscontrano alterazioni della funzionafità valvolare responsabili dell'insufficiente ritorno venoso, si imposterà prima di ogni altro intervento un programma di correzione chirurgica. Sarebbero, infatti, inutili i trattamenti medici e fisioterapici in presenza di una ipertensione venosa da danno anatomico, in caso di esame doppler negativo il trattamento terapeutico sarà impostato sulla base dei risultati ecografici (Ecografia del TessutoAdiposo), ricordando che il danno strutturale potrà essere corretto terapeuticamente nella fase edematosa e nello stadio iniziale della risposta fibrotica: nulla potrà essere variato quando la risposta connettivale avrà raggiunto la fase sclerotica o sclerodulare.
Il trattamento terapeutico si avvarrà di interventi farmacologicici abbinati ad interventi fisioterapici. Per via mesoterapica (Mesoterapia) si utilizzano farmaci flebotropi ed antiedemigeni nel primo stadio e farmaci fibrinoliti nel secondo stadio.
Di aiuto al trattamento farmacologico sono le metodiche fisioterapiche che migliorano la progressione dei sistema linfatico riducendo l'edema tessutale (Drenaggio-Linfatico).
La carbossiterapia permette vasodilatazione e liberazione dei dispositivi di blocco che regolano il flusso del microcircolo e riduzione dell'affinità dell'emoglobina per l'ossigeno e conseguente aumento rilascio dello stesso, per questo riconosce un'utilità nel trattamento delle prime fasi della Paniculopatia, Edemato, fibro, Sclerotica.
Anche l'elettrolípolisi riconosce, negli ultimi studi, la possibilità di essere utilizzata per ridurre l'edema nella PEFS. Il meccanismo di azione è ancora oggetto di verifica anche se i risultati strumentali positivi portano ad inserirla nel protocollo di trattamento della PEFS.
È da ricordare, infine, che le terapie descritte daranno risultati transitori od inutili se non accompagnate da una rieducazione delle scorrette norme comportamentali e di igiene di vita alla base dell'alterazione della circolazione venolinfatica degli arti inferiori. In particolare si dovrà agire sui fattori predisponenti e sui fattori scatenanti curando l'alimentazione, l'assunzione di farmaci, gli stimoli stressogeni, la regolarità dell’alvo, il tipo di calzature e di abbigliamento, l'ambiente e il tipo di lavoro e, soprattutto, l'attività motoria degli arti inferiori. Da quanto esposto l'operatività pratica nel trattamento della PEFS prevede:
a) eliminazione delle cause scatenanti e, per quanto possibile, delle predisponenti l'insufficienza venolinfatica degli arti inferiori;
b) attivazione del circolo linfatico con drenaggio linfatico manuale o meccanico;
c) trattamento farmacologico locale ad azione flebotrofica, antiedemigena e fibrnolitica;
d) miglioramento degli scambi microcircolatori con carbossiterapia;
e) possibile uso dei l'elettrolipolisi come azione antiedemigena.





 





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