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Dott. Rigoldi
Medico Chirurgo-Medico estetico
sedi operative nell'hinterland milanese
responsabile delle informazioni mediche del sito "ilcamicebianco.com"
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Estetica
Dietoterapia
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Il sovrappeso e l'obesità rappresentano una conseguenza di un'alterazione tra l'apporto calorico rispetto al dispendio energetico. Si parla ormai convenzionalmente d'obesità quanto il sovrappeso supera di almeno il 20% del peso normale.
Vanno considerati due fatti: - l'obesìtà è rarissima nelle popolazioni primitive, ma la sua incidenza aumenta rapidamente nelle fasi di modernizzazione; - la prevalenza dell'obesità è dífferente nelle diverse classi sociali.
Numerosi studi epidemiologici su società tradizionali che si trasformano culturalmente in senso occidentale dimostrano un rapido aumento della prevalenza d'obesità. Un'osservazione classica condotta su popolazioni della Polinesia ha dimostrato una correlazione diretta tra modernizzazione e prevalenza di sovrappeso. L'obesità è la prima malattia del benessere che si manifesta durante l'occidentalizzazione. La variazione delle abitudini alimentari osservata nelle popolazioni che si modernizzano o che si trasferiscono in società consumistiche è la principale, ma non unica causa dell'aumento dell'incidenza dell'obesità. Le modificazioni dietetiche comportano prevalentemente un aumento dell'introito calorico totale per aumento di lipìdi e di zuccheri semplici, con diminuzione dell'introito di fibre. La diminuzione dell'attività fisica è ulteriore causa d'aumento dell'incidenza d'obesità. I programmi dietetici basati sul digiuno prolungato e sulla forte restrizione calorica sono considerati dei più scorretti, perché inducono una piccola riduzione di tessuto adiposo ed una forte perdita delle altre componenti dei peso corporeo. Una restrizione calorica meno intensa (500-1000 kcal al giorno, rispetto alla normale dieta), è molto meno probabile che crei malnutrizione, e si accompagna di solito ad una maggiore perdita di tessuto adiposo. Aumentando il consumo calorico, con un esercizio fisico di intensità moderata, si ottiene un'ulteriore riduzione di tessuto adiposo con incremento della massa magra, una riduzione del peso corporeo ed un miglioramento dell'indice di massa corporea. Il miglior tipo di programma per la perdita dei peso in eccesso è rappresentato dalla associazione di tre componenti: una lieve restrizione calorica, un esercizio fisico regolare di tipo dinamico e la modificazione delle abitudini alimentari dei soggetto.Un programma dimagrante accettabile dovrebbe avere le seguenti caratteristiche: Fornire almeno 1200 kcal per un adulto normale, in modo da evitare un incompleto apporto di nutrienti indispensabili all'organismo. Utilizzare alimenti facilmente reperibili, ben accettati dal soggetto, economici e facili da preparare. Indurre un bilancio calorico negativo non superiore a 500-100 kcal al giorno, controllando che la riduzione di peso corporeo non superi 1 kg alla settimana. Essere accompagnato da un'opportuna modificazione del comportamento del soggetto, che tenda ad eliminare le cattive abitudini alimentari e permetta in seguito un più facile mantenimento del peso corporeo raggiunto. Includere un programma di esercizio fisico che comprenda un allenamento da svolgere almeno per 3 giorni alla settimana. Non utilizzare farmaci, ogni tanto entrano nei circuiti commerciali sostanze per perdere peso. Di solito sono farmaci che possono provocare problemi anche seri all'organismo e comunque creano l'illusione che una sostanza possa risolvere il problema del sovrappeso; in realtà, è importante ricordarsi che si possono ottenere risultati solo con comportamenti adeguati. Molti programmi dietetici in voga sono basati su una forte riduzione dell'apporto calorico, e in effetti producono una rapida e cospicua perdita di peso corporeo totale; ma solo una quantità intorno al 40% è rappresentata da perdita di tessuto adiposo. Contemporaneamente però, si creano notevoli squilibri nell'organismo: riduzione della glicemia e dei giicogeno (il che si traduce in sensazione di stanchezza, fame, facile stancabilità); iperuricemia e bilancio azotato negativo (indici di un catabolismo proteico); squilibrio elettrolitico; riduzione dei ferro ematico (anemia); riduzione della volemia con ipotensione arteriosa e disidratazione cellulare. Il rischio più importante ed immediato ai fini della salute è rappresentato dall'insufficienza cardiaca congestizia da atrofia cardiaca, che può portare ad aritmie gravi ed alla morte improvvisa. Un effetto apparentemente positivo di queste diete è rappresentato dalla riduzione del colesterolo: peccato che di solito si riduca prevalentemente il colesterolo HDL, il cosiddetto colesterolo buono. Infine, è da segnalare che l'organismo risponde ad una riduzione dell'apporto calorico con una riduzione parallela del metabolismo basale: in breve tempo, quindi, il corpo si abitua a bruciare meno calorie e si adatta all'apporto calorico ridotto, per cui la perdita di peso rapidamente si riduce e infine si arresta. Anche i programmi basati su una moderata restrizione calorica (le 500- 100 kcal indicate prima) si associano a riduzione di massa magra e a riduzione del metabolismo basale. Solitamente, con questo tipo di dieta si riesce a perdere circa un kg di peso la settimana, di cui il 60-70% è rappresentato da tessuto adiposo, il resto da acqua e massa magra. Gli studi effettuati combinando la lieve restrizione calorica e l'esercizio fisico hanno dimostrato che questa associazione annulla la perdita di massa magra (anzi, spesso provoca un aumento della massa muscolare), si oppone alla riduzione del colesterolo HDL e si oppone alla tendenza della riduzione del metabolismo basale. L'esercizio fisico deve essere praticato con regolarità, almeno tre volte alla settimana, ciascuna seduta, della durata di 20-30 minuti, deve produrre una spesa calorica di almeno 300 kcal per essere efficace, incrementando l'intensità dell'esercizio, si ottiene un effetto più rapido sulla riduzione di peso. Questa però deve essere mantenuta sempre fra 450 gr e 1 kg alla settimana: se è superiore, bisogna incrementare l'apporto calorico. L'ulteriore problema, nei programmi di riduzione dei peso, è di evitare il cosiddetto effetto yo-yo, dopo essere dimagriti, si allenta la guardia e si riconquistano i chili perduti. Questa è praticamente la regola nei programmi basati esclusivamente sulla riduzione dell'apporto calorico, e abbiamo già detto prima che uno dei meccanismi che ne è alla base è la riduzione dei metabolismo basale.
Una dieta equilibrata deve comprendere: 10-15% di protidi 30-35% di lipidi 50-55% di carboidrati, di cui il 10% zuccheri semplici
Una dieta ipocalorica invece dovrebbe essere così suddivisa: 20% protidi 25% lipidi 55% di carboidrati, escludendo gli zuccheri semplici
È quindi indispensabile modificare le proprie abitudini alimentari, mangiando solo la quantità di cibo realmente necessaria, con regolarità (senza saltare i pasti), masticando bene e a lungo ed evitando gli eccessi calorici; ricordando che anche la fonte delle calorie è importante: studi recenti hanno evidenziato che il 97% delle calorie provenienti da grassi si trasforma in tessuto adiposo, contro il 77% delle calorie provenienti dai carboidrati; ricordando comunque che una certa quantità di lipidi è indispensabile per permettere l'assorbimento delle vitamine liposolubili. Continuare l'attività fisica, senza trascurare alcuna occasione per fare del moto (prendere le scale anziché l'ascensore; parcheggiare la macchina distante dal punto in cui si deve andare, o andarci a piedi; stare seduti piuttosto che sdraiati; stare in piedi piuttosto che seduti; andare a prendere anziché mandare a prendere; camminare a passo svelto; scoprire le altre mille occasioni giornaliere per muoversi più intensamente, bruciando qualche caloria in più).
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